Vincenzo Pesce

Vincenzo, mi è giunta voce che a Torraccia sei molto conosciuto come Er Trivella, ma sono certa che la tua storia di volontario Retake sia di gran lunga più sfaccettata: come hai conosciuto la proposta civica di Retake?

“Io conoscevo FF dal 1994, è una persona molto nota nel nostro quartiere, si dà un gran da fare: fu lui che agli inizi del 2014 mi chiese perché non mi unissi anche io ai Volontari del Verde di Torraccia. Nel maggio del 2015 nacque il gruppo Retakeroma Torraccia al quale io presi subito parte. Iniziammo con il togliere adesivi abusivi, manifesti dai muri, ma io rimanevo dubbioso se continuare perché il lavoro mi portava via molto tempo. Poi in breve ho capito che quella attività mi stava proprio prendendo perché mi piaceva che il mio quartiere fosse più pulito.

Presto ci rendemmo conto che dovevamo trovare un posto dove sistemare i nostri materiali e trovammo il sottoscala di un palazzo che era inutilizzato. Io sistemai la serratura della porta e quello divenne il nostro primo magazzino. Ci organizzammo per una colletta, servivano fondi per comprare i nostri materiali, i fratini, arrischiammo un po’ di persone, volevamo capire che sarebbe accaduto, alla fine i contributi arrivarono, si era sparsa la voce e ci sostennero in tanti”

in quanti eravate nel primo gruppo che si stava avviando?

“siamo partiti in dieci, adesso abbiamo una chat whatsup con 70 persone, anche se di fatto continuiamo ad essere in dieci a decidere il da farsi”

Torraccia è una zona con molto verde: le Istituzioni se ne prendono cura?

“da noi sia Servizio Giardini che Ama ci hanno per molto tempo abbandonati, per questa ragione abbiamo deciso di darci da fare come Cittadini”

che tipo di programmazione vi siete dati?

“siamo partiti dalla pista ciclabile, era invasa di erbacce e piante, assolutamente non curata, non illuminata, praticamente inagibile. Anche la situazione della Piazza Gaspare Ambrosini era di totale abbandono: per questo alcuni di noi, che oramai siamo amici inseparabili, ci siamo presi a cuore certe zone, il bello piaceva a tutti. Sono partito con Gianni Spreca che noi chiamiamo il Sindaco di Torraccia, con Vito, il rifinitore, Enrico Malaguti e sua moglie Alessandra Ortolani, il lavoro che avevamo davanti era tantissimo.

Ancora prima che Giuseppe C con Arte Città e colori desse vita al famoso Miglio D’Arte, noi ci occupammo di bonificare la pista ciclabile e il verde che la delimitava, sono circa 4 ettari di terra, mica robetta, soprattutto perché il terreno era pieno di sassi e calcinacci, strati di sassi, li abbiamo rimossi tutti, il prato inglese che c’è adesso è frutto di durissimo lavoro, impensabile!”

immagino che non abbiate agito a mani nude: che tipo di mezzi avete utilizzato?

“avevamo già un trattorino a mano, si è reso necessario l’acquisto di un trattore, quello tra noi conosciuto come il giallorosso, lo acquistammo un giovedì a 2400 euro, la domenica ce lo eravamo già ripagato, ci mettemmo davanti alla Coop di sabato e domenica, le persone ci hanno dato fiducia. In questi casi io ho proprio la faccia tosta, mi metto a chiedere la carità, dico spesso: “Lo faccia per i suoi figli, tra qualche anno potranno calpestare un prato verde!”

Vincenzo Pesce

sfido che vi credono, quello che dite fate!

“è proprio così, pensa che una volta io sono riuscito a tirare su 600 euro in tre ore, io non mi vergogno per niente a chiedere, lo faccio per la Comunità. Non mi vergogno e invito anche gli altri a non vergognarsi, dico: “dai quello che vuoi”. Per fortuna negli anni possiamo contare su donatori fissi, alcuni sono anche generosi, tra questi ci sono i proprietari del Bar Massi, Massi e Aura sono sempre pronti a dare una mano”

quanto tempo è passato dall’avvio della vostra bonifica all’inaugurazione del Miglio verde?

“noi siamo partiti nel 2016, il Miglio d’Arte è stato inaugurato a maggio 2019. Abbiamo iniziato all’altezza dell’Hotel Imperatori, dopo un po’ di tempo e molta fatica quella zona fu incendiata, è stato un duro colpo, eravamo tristissimi, sapevamo che anche in questo caso le Istituzioni non ci avrebbero dato una mano. Nel tempo un po’ di cose sono cambiate, vari esponenti politici della precedente Amministrazione ci hanno dato ascolto, siamo stati seguiti come non era mai accaduto. Noi non abbiamo mollato e ci siamo spostati verso la Collina degli Ulivi, si chiama così perché ci stanno degli ulivi, nel tempo ne abbiamo piantati altri trenta. Anche lì abbiamo dovuto fare i conti con una montagna di sassi, sono 2/3 mila metri quadri di terra che andava disossata, mica si può piantumare sui sassi e noi volevamo piantare nuove alberature. Abbiamo contagiato molti cittadini, da noi in tanti scelgono di piantare un albero per celebrare una ricorrenza, bella o brutta che sia, o per omaggiare una persona cara. In queste occasioni preparo delle dediche su legno, le incido proprio, io sono l’artigiano del gruppo”

anni e anni di impegno, una vera e propria abnegazione!

“da noi Gianni Spreca non si è proprio risparmiato, è un uomo molto generoso, tante spese le ha affrontate di tasca sua e poi lui al Verde ci si dedica quotidianamente. Anche io cerco di andare con costanza insieme a Brigida Verde, un’altra volontaria alla quale sono molto legato, tantissime volte lo abbiamo raggiunto dopo le h 17.30 quando io stacco dal lavoro. Nel tempo ci siamo meglio organizzati con le attrezzature: una volta, in occasione dell’inaugurazione del Brico sulla Prenestina, abbiamo comprato un soffiatore e una trivella che ci serviva per agevolare le piantumazioni: io ho imparato ad usarla, adesso so farlo in piena sicurezza. Una volta sono andato ad aiutare Fabio Azzaro. che è un amico per me, e l’ho aiutato a mettere a dimora un albero”

e con l’arrivo della trivella il vostro parco macchine è aumentato

“noi ad oggi disponiamo di un trattore con lama da taglio di un metro e mezzo, il trattore giallo rosso che ti dicevo, un trincia rami, 7 decespugliatori, 2 motoseghe, un trincia siepi, un gruppo elettrogeno, sei pale, 6 zappe, quattro picconi, 10 rastrelli, questi sono gli attrezzi che mi vengono in mente, tutti acquistati attraverso la nostra autotassazione e grazie al contributo dei cittadini. E così ci siamo dovuti organizzare con un altro magazzino”

Vincenzo Pesce

ricordo di aver visto da voi una casetta Acea adibita a magazzino

“noi la chiamiamo “La casina dei fiori”, è stato Gianni Spreca a finanziare il suo rifacimento, ha cambiato persino il pavimento. Quel punto del quartiere è diventato il nostro Quartier generale, lì c’è anche la serra dove Brigida accudisce le piante che non stanno bene e hanno bisogno di cura. Noi di fatto non ci siamo mai fermati: dopo la Collina degli Ulivi ci siamo occupati di quella che chiamiamo la zona hot dove si incontrano le coppiette, lì c’è un grande prato ed un gazebo che abbiamo ristrutturato, diventa una copertura per la pioggia. Poi un anno fa su iniziativa di Giuseppe, è nato un roseto per il quale abbiamo avuto il supporto del Servizio Giardini e del quale continuiamo ad occuparci noi. Seguire le piante è un impegno molto gravoso: vanno scelte con molta cura al momento dell’acquisto e in questo ci aiuta Brigida che è molto preparata, si documenta sempre e tiene conto anche dei costi, poi vanno impiantate e naturalmente innaffiate! Durante i mesi di luglio ed agosto Brigida ed io ci occupiamo di non far mancare loro l’acqua, andiamo tre volte a settimana, a volte questo lavoro ci impegna anche quattro ore consecutive, spesso dalle h 21 a mezzanotte”

come fate ad approvvigionarvi per un territorio così vasto?

“all’inizio ci servivamo di tante tanichette, Brigida ne ha tantissime nella sua cantina, poi io ho installato una cisterna da 500 lt nel portabagagli della mia macchina, l’ho dovuta adattare perché potesse entrare, per innaffiare tutte le piante ci vogliono circa 800 lt a botta, considera che io solo ho piantato 500 alberi! L’acqua la prendiamo da una fontanella e dal un Circolo di Tennis che ce la mette a disposizione, poi innaffiamo con un tubo.

Il Verde per me è proprio una passione, vicino al gazebo ho creato una serra, di sabato, regalo agli abitanti delle buste piene di ortaggi, zucchine, zucche, basilico, rosmarino, i miei pomodori hanno un gusto unico, io non li tratto se non il minimo indispensabile perché non si rovinino, chi passa di lì se le prende”

quel terreno a chi appartiene?

“ci siamo informati: è un tratto di terra non accatastato, si tratta di un lotto abusivo, il Municipio lo sa, d’altra parte lì prima c’era una discarica, noi abbiamo bonificato e riportato vita e bellezza”

quanto è estesa la parte Verde di cui vi occupate?

“sono ben 9 ettari. Di recente abbiamo impiantato venti cipressi, all’entrata di Torraccia verso San Basilio, crescendo creeranno una curva spettacolare! Pochi giorni fa abbiamo allestito un albero di Natale, uno di quelli impiantati da me e Brigida, abbiamo utilizzato lucine con pannelli solari, sono venuti tanti bambini, è stata proprio festa, non nascondo che mi sono emozionato”

ascoltarti è emozionante ed entusiasmante! grazie Vincenzo del tuo racconto, il tuo aver trivellato e decespugliato con determinazione e per tanti anni ha portato gioia a tutta la Comunità

Vincenzo Pesce