Stefania Tiberi

Stefania, tu sei una magnifica retaker gregaria del Terzo Municipio

“mi definirei una donna del fare ed ho scelto un ruolo, per così dire, ai margini dell’organizzazione Retake rispondendo, in fondo, ad una mia propensione nel prendermi cura di ciò che mi circonda e sento di saperlo fare al meglio con la mia azione pratica e  concreta. Non amo né dibattere né polemizzare e lascio l’interlocuzione a vari livelli ad altri più propensi di me”

con quale motivazione sei approdata a Retake?

“sono moglie e sono madre di tre figli. Alla nascita della nostra seconda figlia ho preso la decisione di lasciare il mio lavoro retribuito per diventare “imprenditrice” della mia famiglia a tempo pieno.  Diventati grandi i figli ho trovato del tempo da donare agli altri ed ho cominciato a fare volontariato in varie realtà parrocchiali e non.”

come è andato il tuo incontro?

“arriva il giorno in qui senti in tv una campagna di coinvolgimento per un progetto chiamato WAKE UP (aprile  2016) in cui i cittadini di Roma potevano dare una mano per rendere dignità ad alcuni luoghi della nostra stessa città insieme ad un’associazione chiamata Retake ….

Ho scoperto che quello che per anni avevo fatto nel mio piccolo poteva diventare realtà comune ed ho provato.  Abbiamo aderito in tanti e ci hanno diviso in gruppi affidandoci a dei responsabili. Ho avuto la fortuna e la grazia di capitare con un mito di Retake che è Marco Quarato! E’stato un mentore che, con grande empatia, ci ha coinvolto raccontandoci che potevamo trovare anche nel nostro quartiere un gruppo con cui continuare a CUSTODIRE i luoghi in cui vivevamo. Abbiamo riqualificato una piazzetta vicino al liceo Giulio Cesare e, se non sbaglio, ha collaborato con noi anche un altro mito di Retake, Elisabetta Forte!

Ed è stato così che mi sono incamminata dentro Retake, con un’adesione immediata e, riconoscendomi nei suoi valori, ho pienamente trovato quello che cercavo, insieme ad un grande valore aggiunto, quello della condivisione.”

Stefania Tiberi

quali Retake, tra i tantissimi a cui hai preso parte, ricordi più vivamente?

“Retake in effetti poi diventa una dipendenza vera e propria perché, quando rivedi le foto del prima e del dopo dei nostri interventi, capisci il valore aggiunto di quello che facciamo con somma fatica, ma sempre con il cuore.

Uno che ricordo bene per la sua eccezionale organizzazione è quello alla pinetina del Ponte Nomentano con l’Ambasciata americana. Eravamo una moltitudine e per la prima volta ho visto in azione un tritatore di rami e sterpaglie che ci ha aiutato moltissimo! Sarebbe bellissimo se ogni gruppo ne avesse uno da poter utilizzare!

Quel giorno il nostro intervento ha fatto davvero la differenza in quel luogo ed ho avuto la netta sensazione che noi non lo stessimo riduttivamente pulendo quanto custodendo. Quel luogo è meraviglioso!

Io ho molto bisogno del contatto con la natura, la dimensione urbana mi sta stretta. Il mio sogno è di riuscire, prima o poi, ad andare a vivere in montagna. Trovo che in quei luoghi ci sia una sorta di sacralità ed anche lì, quando vado, mi pongo in veste di custode. Mi sono attrezzata e sui bastoni da trekking ho applicato un moschettone a cui appendo una bustina in cui metto i rifiuti che raccolgo. Anche se il mio sogno è quello di andare a vivere in montagna in città non mi do per vinta. Ho dato il mio apporto a diversi presidi continuativi, come i lunedì a Piazza Conca d’Oro con Christophe ed Emanuela ed i mesi di Magnifica Città Giardino con Francesca Dell’Orco e Antonella Contaldo.”

ti ricordo a San Lorenzo dove ha preso l’avvio il format di Magnifica, un approccio integrato al territorio con il contributo di altre associazioni e delle Istituzioni

“ho preso parte alla riqualificazione del muro del Femminicidio, non potevo esimermi, quelle sono le occasioni in cui sento una sinergia comune rivolta ad una nobile causa.  Il mio impegno è diffuso, spesso affianco Giovanni Aube al Parco Talenti. Lui ne è davvero uno straordinario custode e non solo del parco….”

per molti Retake è un nutrimento

“lo è certamente per me, un nutrimento del cuore che è orientato al bello ed alla custodia del bene comune. Ho incontrato, negli anni, molte persone che ne hanno tratto tanto giovamento ed anche per gli anziani potrebbe essere un modo di uscire fuori dalle loro solitudini.

Come Retake ci adoperiamo anche in progetti cruciali, tutti validi socialmente, a reale beneficio della Città. Grazie ad una donna speciale, Emanuela Fiorenza, ho partecipato a  progetti per riqualificare la  Via di Francesco e conosciuto un gruppo meraviglioso “Guscio di Noce”: la ricaduta sociale di questa iniziativa è innegabile, per tutto ciò dico GRAZIE AL VULCANO EMANUELA FIORENZA!!!!!

Purtroppo nel tempo sono arrivata ad essere insofferente rispetto a chi ci avvicina per chiedere o reclamare e, per questa ragione, non sopporto chi ci chiama per “pulire”.  Lo trovo un atteggiamento parassitario che riduce di molto il senso di quello che facciamo. E’ in queste situazioni che mi dissocio completamente e preferisco di gran lunga mettermi a decespugliare.

In Retake l’attività dello Speak up è molto importante e la lascio a persone che hanno questo talento come il nostro Alessandro Savocco ed altri. Penso che ognuno di noi debba assecondare il proprio talento ed io prediligo le attività in cui serve la forza fisica”.

Stefania Tiberi

sai decespugliare?! Sei tra le poche retaker donne che si dedichi a questa attività!

“sono una donna che ama i lavori di fatica, lo hanno ben compreso i miei figli che, nelle diverse occasioni, mi hanno regalato un decespugliatore e un soffiatore che io custodisco gelosamente, come fossero gioielli! Ho seguito il corso di formazione per il decespugliatore condotto da Magila Wood e sono in regola e sempre pronta dove ci sia bisogno”

quali criticità ti sembra ostacolino prioritariamente il nostro operato?

“a mio avviso le Istituzioni non ci supportano come dovrebbero, quando non latitano addirittura. Porto ad esempio la gestione dello spartitraffico di Via Capuana, con Antonella Contaldo, oppure i giardini centrali di Val Padana, altro nostro presidio di incredibile impegno, per i quali le Istituzioni avrebbero dovuto rafforzare i nostri interventi. In altri casi sono arrivati addirittura a criticarci e lo trovo intollerabile.

Tutto questo contrasta con il nostro infaticabile impegno, e penso a quanto ce ne hanno messo Simona ed Emanuele Sabino per la riqualificazione di Viale Jonio.”

condividi l’attività volontaria con persone davvero notevoli, oltre ai comuni valori che altro vi unisce?

“abbiamo la fortuna, qui a Talenti, di avere delle persone molto carismatiche e operative, Antonella Contaldo, Simona Martinelli, Riccardo De Angelis, Matteo Rosato, Tiziana Trinca, Romina Nardone, Laura Omnis, Giovanni Aube e avevamo anche il super  Emanuele Sabino che, con Simona, ha fatto grandi cose (vedi il muro di Viale Jonio anche se, purtroppo, con nostro grande rammarico siamo consapevoli che alcuni interventi siano stati tutt’altro che lineari).

sei vicina alla Chiesa, che cosa rappresenta per Te il nostro impegno di riqualificazione sulla Via di Francesco?

“ritengo che sia una presa in carico che non può più essere trascurata dalle Istituzioni. Abbiamo rinvenuto un alto numero di discariche lungo quel percorso e non si può accettare che i Pellegrini debbano bypassarle per poter proseguire nel loro Cammino. Lì c’è un enorme potenziale e dovremmo tendere ad essere all’altezza dei cammini piu’ famosi. Subito dopo il lock down molte persone hanno riscoperto, in quel tipo di esperienza, una modalità per entrare in contatto profondo con se stessi e con la natura. Roma, culla del Cattolicesimo ed ecumenica rispetto alle altre confessioni, non può trascurare questo tipo di accoglienza e dovremmo vergognarci della situazione attuale.

Emanuela Fiorenza, con Retake ed altre associazioni quali Operazione Fai da Te e Guscio di Noce, ha iniziato la bonifica della Via di Francesco, partendo dalla Marcigliana fino ad arrivare a Sacco Pastore. E’ stato fatto molto e moltissimo c’è ancora da fare.

Il nostro è un costante atto di Amore, chi ama custodisce e non abbandona, ed esattamente questa è la disposizione che noi abbiamo verso i nostri territori e l’ambiente. Sotto questa accezione io mi ritrovo completamente dentro Retake e ho trovato per me la possibilità di amare anche oltre l’amore totalizzante che ho scelto di riservare alla mia famiglia.”

Stefania Tiberi