Simone Vellucci

Andiamo a ruota libera?! Te Simone ne hai da raccontare.. come è iniziata?

“nel 2012 partecipai ad una selezione dell’Università Roma Tre per una borsa di studio all’estero. A gestirla era la Prof. Rebecca Spitzmiller; di lei sapevo che era impegnata nella promozione del decoro urbano con una pagina facebook di nome Retake. Nel colloquio, per colpirla, trovai il modo di far uscire il discorso del decoro. Alla fine, quando mi chiamò per dirmi che ero stato scelto disse: “vai negli Stati uniti, ma appena ritorni ti aspetta Retake”. A distanza di anni, quando lo ricordiamo, mi dice ancora sorridendo: “pensavi di aver vinto la battaglia, ma io ho vinto la guerra!”

immagino tu abbia sottoscritto il patto, naturalmente ignaro di cosa ti aspettasse!

ovviamente io non osai controbattere, eppure al mio rientro in Italia qualcosa accadde autenticamente dentro di me: il confronto che avevo vissuto con una realtà urbana di gran lunga più civile della nostra, quella di Seattle, mi portò ad avere un rigetto per lo stato in cui versava Roma: la sua sporcizia, le sue inefficienze, i comportamenti scorretti di molti dei suoi cittadini, le macchine parcheggiate in seconda fila che mi mandano letteralmente di matto. Insomma, per me tutto quello che mi circondava era diventato inaccettabile e Retake la soluzione. Ero davvero pronto a fare la mia parte e Rebecca non perse tempo: in ragione del suo convincimento della forza costruttiva dell’empowerment, mi gettò in mare aperto.  E così ad agosto 2013 mi ritrovai da solo con 40 studenti americani sulla Laurentina, a 35 gradi, a pitturare un’enorme scalinata di un condominio completamente vandalizzata per trasformarla in una cascata. Se non sono scappato quella volta, non sarei scappato mai più!”

e così sei stato arruolato..

“in quel periodo eravamo una ristretta cerchia di persone, Rebecca e le sue amiche. Pochissimi di noi, una nicchia molto determinata ed ancora un po’ ignara sul come andare avanti sulla nostra strada. C’era tanto da seminare. Pensa che io, a dispetto della mia notoria scarsa competenza tecnica, nel dicembre 2013 presi l’iniziativa di scrivere “la Guida del retaker”, un vademecum che dava le indicazioni pratiche su come togliere le scritte vandaliche sulle varie superfici. Un opuscolo che oggi ha il sapore di un cimelio. Insomma, tutti ci prodigavamo in uno sforzo organizzativo e ci dilettavamo lungo tutta la filiera.

chi ricordi di quegli anni?

“indimenticabile il primo incontro con Paola Carra, eravamo al Parco della Musica per organizzare un Retake Scuole a Cesano, insieme a Labsus. Quando mi sono avvicinato al gruppetto di persone che stavano già lavorando sono stato letteralmente travolto dall’energia di una signora che parlava appassionatissima. Quel giorno, da neo laureato, ero appena uscito da un colloquio di lavoro e mi sono subito detto: “io voglio essere così, nella vita voglio fare qualcosa che mi appassioni, conciliando il lavoro con impegni che ti riempiono la vita”. Di fatto si è fatto subito strada in me il convincimento che urgesse fare la propria parte in un Paese che ne aveva e ne ha estremo bisogno. Quello con Paola fu un incontro molto importante, mi ha indicato la direzione di quello che volevo fare ed essere a tutto tondo”.

Simone Vellucci

dicevi che agli inizi eravate appena un manipolo di persone..

“sì ed era per noi incredibile come il nostro messaggio riuscisse ad arrivare a tanti cittadini, il numero delle persone che si facevano coinvolgere fu subito esponenziale.  E a marzo 2014 ci fu un altro incontro storico, ci raggiunse Antonino.”

come è andata?!

“venne a Donna Olimpia ad un evento che avevo organizzato un po’ maldestramente perché non avevamo il prodotto giusto per ripulire il marmo. Nessuno di noi si scoraggiò. A lui fu presto affidato anche l’incarico di rifare il sito. Insomma, ci arrabattavamo un po’, lui non era un informatico, io certamente non un capomastro (!), ma non ci siamo tirati indietro. In realtà, presto Antonino ci diede degli spunti di riflessione che si rivelarono illuminanti, per lui non era possibile continuare essendo presenti solo su fb, dovevamo costituirci come associazione e ci lavorò durante l’estate del 2014. Intanto, Retake cresceva a vista d’occhio: quello che accade nel corso del 2014 fu clamoroso: a gennaio avevamo 1000 like sulla nostra pagina fb, a luglio 10.000, a dicembre di quello stesso anno 20.000, un’esplosione!”

quando è stata costituita l’Associazione?

“era l’ottobre del 2014, quando diventai Presidente non volevo che si parlasse di noi come di un’associazione ed omettevo il mio ruolo. La mia paura era che potessimo perdere quello spontaneismo che aveva caratterizzato le nostre azioni: di fatto facevo in modo che non si percepisse che stavamo diventando qualcosa di diverso”

ricordo che in quei tempi avevamo anche molte remore nell’accettare soldi in donazione, ci eravamo dati una sorta di regola di non superare alcune cifre che erano irrisorie, i 50 euro..!

“sì, abbiamo vissuto una fase di pauperismo sotto il profilo economico. Intanto si stringeva l’alleanza tra me e Antonino: nonostante le nostre liti fossero frequenti, la nostra era un’integrazione perfetta: lui tecnico e spiccatamente pragmatico, io entusiasta ed idealista,  sentivamo entrambi che dovevamo darci una organizzazione e ci incontrammo sempre più frequentemente in gruppi di lavoro. Quello che abbiamo fatto in quel periodo e per lungo tempo è stato lavorare sui processi per creare una infrastruttura alla quale venisse data la piena autonomia a ciascuno di attivarsi quando, dove e per quanto tempo volesse”.

ha subito funzionato?

“di fatto non ci sono state mai flessioni o battute di arresto, la benzina di tutto questo sta nel compiacimento di quello che si fa: il risultato degli eventi è concreto, tangibile, fisico, salta immediatamente agli occhi e questo produce una sana dipendenza, direttamente proporzionale alla gratificazione che se ne trae”

quali sono stati i passi compiuti nell’impegno organizzativo?

“abbiamo subito compreso che dovevamo puntare alla valorizzazione delle persone, a partire dalle loro competenze e propensioni. Si è creato così un piccolo miracolo, in molti si sono attivati sotto il profilo informatico, nell’assemblaggio dei materiali, nella comunicazione, nei rapporti con Ama, per il coordinamento dei volontari, nei primi rapporti con le imprese.”

parli di miracolo e, nel corso degli anni, ho colto la tua stupefazione, ti sei spesso definito stupefatto per tutto quello che riuscivamo a fare

“è vero io non ho mai finito di sorprendermi, anche se ogni volta pensavo che, dopo aver raggiunto certi traguardi, ci saremmo fermati. Nel 2015 eravamo arrivati a fare 300 eventi annui, nel 2016 siamo riusciti a portare con noi 50 partner nel dar vita a quattro grossi eventi in contemporanea, nel 2017 abbiamo gettato le fondamenta della nostra rete nazionale, nel 2019 abbiamo sfiorato i 1000 eventi organizzati nel corso di un anno. Oggi, ottobre 2021, inauguriamo la nostra prima sede fisica a San Lorenzo: tanta strada percorsa e oramai il mio convincimento che tanta ancora ne faremo.

Retake è la cosa più bella che ho fatto nella mia vita, è la parte migliore di me, il modo di vedere le cose con una forza propositiva, il senso di fare la mia parte e di essere parte di una comunità, della mia città, del mio Paese. Io mi oppongo all’indolenza, credo che ognuno debba assumersi delle responsabilità, solo in questa misura si è dei veri cittadini”

Simone Vellucci

la nostra crescita, nella percezione di alcuni, sta andando verso una china aziendalista

“io non lo penso affatto, penso piuttosto che noi stiamo sempre più diventando un modello efficiente di una organizzazione del terzo settore, indichiamo una prospettiva moderna di fare volontariato, con una partecipazione fluida, trasversale, dove ognuno ha la possibilità di entrare ed uscire. Per questo non penso di esagerare quando definisco Retake come la principale associazione del Sud Europa e forse anche oltre questi confini.”

come difendi questa tua risoluta posizione rispetto agli scettici?!

“semplice, trovatemi altre associazioni in grado di macinare il numero esorbitante di eventi che noi riusciamo a realizzare e con la qualità di cui siamo capaci! Noi siamo un gioiello, una novità che non finisce di sorprendere.”

hai altri fiori all’occhiello?

“certamente l’aver sempre mantenuto il carattere di un movimento apartitico, ma che non ha consapevolmente rinunciato alla politica, a dire la sua nel governo della Città, nella gestione dei beni comuni. Noi non ci limitiamo a propagare il solo impegno della cittadinanza attiva, noi stimoliamo quello degli amministratori pubblici che si devono sporcare le mani, è la sola strada perché si rendano pienamente conto del degrado urbano; molti di loro, per quanto paradossale sia, ancora non lo vedono nitidamente.”

nel corso dei tuoi cinque anni di Presidenza hai costantemente ed incessantemente infilato una marcia molto accelerata, si avvertiva in Te un’urgenza nel fare collettivo

“ho sempre coltivato la fretta di far crescere Retake e mi rendo conto di aver apportato un enorme stress all’organizzazione. Avevo chiaro il potenziale enorme di Retake e non volevo perdessimo un minuto. La nostra strada, quella per cui le persone prendono consapevolezza del proprio ruolo nella cura della città, è indubbiamente quella giusta. Più acceleriamo per questo percorso, meglio è per Roma e per l’Italia”

cinque anni di Presidenza a questi ritmi forsennati sono tanti..

“ho dedicato ogni minuto del mio tempo libero a questo impegno. Ricordo che mi svegliavo la mattina con questo pensiero che mi accompagnava anche prima che mi addormentassi, ci ho messo tutto me stesso e poi, quando per ragioni di lavoro mi sono trasferito a Bruxelles, ho pensato che il passaggio della presidenza fosse fisiologico e giusto: era necessario trasferire il testimone ad altri per una nostra crescita ulteriore e per dimostrare che Retake aveva costruito ormai una vera e propria classe dirigente. Ne sono stato ancor più convinto se penso che i due presidenti che mi hanno succeduto, Paola Carra e Francesca Leonelli, sono persone che stimo profondamente e nelle quali ripongo piena fiducia. Io continuo, ogni singolo giorno che esco di casa, ad essere un retaker e, seppure con meno tempo a causa degli impegni professionali, cerco sempre di dare una mano. Due anni dopo aver lasciato la presidenza, Retake è ancora più grande e ancora più forte. Per me è un altro motivo di orgoglio personale e mi auguro lo sia per tutti gli altri”

Simone Vellucci