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Silvia, Retake è entrato nelle nostre vite nei modi più disparati, come è stato per te?

“per me tutto è avvenuto spontaneamente, ma ancora prima di Retake io ho cominciato ad occuparmi del Rione Celio, nel quale vivo, insieme ad una piccola cerchia di cittadini che, come me, si chiedevano cosa si potesse fare per far fronte ad una situazione fortemente degradata che ci faceva sentire in forte disagio. Di fatto iniziammo a scendere per strada circa due volte al mese con strumenti rudimentali, a pulire, togliere erbacce, quindi ci siamo costituiti in un gruppo al quale abbiamo dato un nome suggestivo “Celio aperto”, per indicare la nostra apertura oltre i confini del Rione e verso tutti gli stimoli che potessero migliorarne la condizioni”

un approccio non dissimile da Retake

“assolutamente sì, anche se io ancora non lo sapevo! In quel periodo ero attenta a contattare realtà impegnate sul territorio con le quali interfacciarmi, scoprii Retake in FB e intuii subito l’opportunità di affiliarci. Naturalmente la decisione andava condivisa con gli altri volontari di Celio aperto e per fortuna ci trovò tutti d’accordo. Avevamo trovato un’associazione di gran lunga più strutturata ed organizzata con principi ed azioni del tutto vicine a noi, io ero stupita ed entusiasta”

chi ti ha seguito nel tuo ingresso?

“i primi con i quali entrai in contatto furono Toni Kind e Davide Santoro che si occupavano esclusivamente dell’Esquilino, per questo presto abbiamo dato vita ad una nuova creatura, quella del gruppo Esquilino Celio. Io ho una grande affezione per il mio Rione, sempre nel 2018, l’anno in cui tutto si è avviato, ho creato anche il gruppo Sei del Celio se.. perché avvertivo un forte desiderio e bisogno di creare una comunità: di fatto potenzialmente noi lo siamo, la morfologia del territorio è similare a quella di un paese, bisogna determinare le pre condizioni perché le persone si conoscano, si contattino, si attivino, cooperino tra loro e in ultima istanza crescano come cittadini. Per questa ragione ad oggi io seguo tutti e tre i gruppi, i loro obiettivi sono i medesimi. Il seguito virtuale c’è, in pochi partecipano attivamente, ma nel volontariato è così, esistono delle fluttuazioni. In questo contesto si è creato una sorta di presidio, ci si scambia informazioni, c’è scambio, supporto, collaborazione. In effetti si può fare del proprio a tanti livelli, io per esempio sono molto soddisfatta della risposta che stanno dando i commercianti, da noi ci sono 15 esercizi In Retake. E quello che più conta è che si contagiano e si parlano tra loro e allora io divento la testimone di tante micro azioni migliorative, mi emoziona quando mi contattano per raccontarmele e mostrarmele, questo mi dà la misura di aver colpito nel segno

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è stato così immediato far comprendere il progetto In Retake?

“in realtà ci sono state molte diffidenze e resistenze, in fondo noi viviamo in una realtà abituata al degrado, commista direi, non abbiamo familiarità con le buone pratiche civiche, abbiamo uno sguardo offuscato, non in grado di cogliere i dettagli di quello che ci circonda, la maggior parte delle persone guarda e non vede, guarda senza consapevolezza.

All’estero i commercianti sono fortemente responsabilizzati, noi sotto questo profilo siamo agli albori, per questa ragione io credo molto in questo progetto e ne curo la promozione.

Anche io sono passata per un processo di maturazione, sono stata molto spesso in Piemonte dove vive mia sorella e il confronto con quella dimensione di gran lunga più curata mi ha dato la triste misura dello schifo nel quale siamo scivolati.. ricordo un episodio in particolare che ha scosso la mia coscienza civica, ero a Torino nel 2012 al termine di una gara podistica alla quale avevo preso parte anche io e un corridore che stava commentando come fosse andata si chinò ripetutamente a raccogliere delle bottigliette di acqua con un fare molto naturale, lo stesso che avrebbe avuto in casa propria nel riordinarla.. per la prima volta vidi in azione quell’approccio amorevole che tutti noi abbiamo nei confronti della nostra città come se ci appartenesse. A me questa presa in carico del territorio piace tantissimo, ringrazio Retake per avermi fatto comprendere quanto fosse possibile ampio e sfaccettato il nostro raggio di azione, in noi è molto chiaro “Io posso farlo e allora perché no?” e in questo diventiamo contagiosi

che tipo di attività hai promosso?

“oltre ad una stretta interlocuzione con i negozianti, stiamo per far partire il progetto di Riciclo e riuso, mentre io ho promosso l’installazione di un contenitore per l’olio esausto nel Rione Monti, ho una stretta collaborazione con i gruppi limitrofi, ho preso parte allo splendido progetto Retake solidale a Colle Oppio e partecipato alla riqualificazione di Piazza Iside con Fabrizio Raganella, agli eventi promossi da Raffaele Malizia a Via Merulana con la rete di commercianti, ogni volta che famiglia e lavoro me lo consentono io aderisco con grande piacere. Trovo che ci sia tra noi forza, coesione e positività. E il confronto tra noi è bellissimo! Da un po’ di tempo porto immancabilmente nella mia borsa un raschietto molto più professionale di quello degli esordi, l’ho visto usare a qualcuno, noi cresciamo anche da questi piccoli dettagli e in generale io sono in una posizione di costante apertura, anche verso le altre associazioni e le Istituzioni.

Da circa sei mesi mi interfaccio con l’Architetto Paolo Gelsomini, presidente dell’Associazione Progetto Celio che è una realtà attiva da 27 anni, anche loro hanno preso parte alla riqualificazione della scala di Piazza Iside, con l’Assessore Anna Vincenzoni del Primo Municipio Raffaele e Malizia ed io siamo riusciti ad ottenere l’installazione di quattro cestini sulla Gay Street, lo ritengo un risultato importante. Su quella strada abbiamo nel cantiere un Cambia gesto, chissà che vedendoci in azione qualcuno non si metta una mano sulla coscienza”

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noi siamo attivatori del cambiamento

“noi smuoviamo con i fatti, il nostro registro è concreto, passa sì anche dalla parola, ma non trasmette ideologia. Io porto a mio favore, come segno di un piccolo grande successo, il fatto che il mio amministratore di condominio non butti più le cicche per terra ed usi l’astuccio per raccoglierle. E’ la somma di tante micro azioni che porta i frutti”

nell’ascoltarti ho colto in te energia, entusiasmo, passione

“ci stanno tutte e sono quelle che servono per scuotere le persone dal loro volersi astenere dal fare, da un eccesso di iper adattamento al degrado, da un senso di impotenza. Di fatto noi possiamo fare, ognuno di noi ha la possibilità di agire sul territorio”

una volta ci siamo uniti in tanti a San Lorenzo e anche tu c’eri..

“sì quello del ripristino del murale contro il Femminicidio è stato un Retake speciale, in molte di noi piangevano, si respirava grande accuratezza e anche tanto silenzio carico di emozione dolente”. E’stato un evento davvero singolare, indimenticabile. Per fortuna nei nostri eventi si respira sempre grandissima positività, io seguo tutto quello che si muove per poter aderire ogni volta che la mia complessa agenda personale me lo consente”

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