Paola Carra

Paola, non è retorico definirti una colonna portante di Retake, sei appassionatamente attiva dal 2009, hai gettato davvero e con pochissimi altri le prime sementa di questo movimento: ci racconti i tuoi primissimi passi?

“alla fine del 2009 io ero impegnata in una battaglia civile per scongiurare la costruzione di una casa nella splendida Vallata dell’Insugherata sulla quale si affaccia la mia abitazione. Avevo già coinvolto un buon numero di cittadini sensibili al tema e puntavo a far sentire la nostra voce in sede municipale, c’era clima di protesta. Nel corso di una manifestazione organizzata da me si affacciò un’americana che per prima mi suggerì di prendere contatti con Rebecca Spitzmiller cosa che feci immediatamente. Dopo circa dieci giorni dalla mia chiamata Rebecca ed io ci incontrammo direttamente”

ricordi questo vostro primo incontro?

“in effetti no, Rebecca ed io siamo state un tutt’uno per anni e anni, i ricordi si confondono, ma ricordo molto bene che le nostre prime riunioni, insieme a pochi altri, si svolgevano sui prati di Villa Borghese: scorreva grandissima passione tra noi, era a tutti molto chiaro che, perché qualcosa cambiasse rispetto al degrado di Roma, stava a noi seminare Bellezza e occorreva farlo seminando bellezza verso l’Amministrazione

sin dagli esordi avete sempre considerato il contro altare delle Istituzioni come imprescindibile e avete immaginato potesse essere vostro alleato

“noi eravamo sì amareggiate per lo stato di abbandono di Roma, ma non eravamo sul piede di guerra, abbiamo avuto da subito un approccio dialogante”

raccontaci dei primissimi eventi su strada

“dopo il primo incontro a villa Borghese, nell’aprile del 2010 organizzai sulla Cassia il mio primo evento, dopo un “primo esperimento” condotto con una mia amica: preventivamente misi tanti cartelli promozionali nei negozi, alcuni commercianti che si sentivano molto coinvolti contribuirono alla colletta che misi sù per poter comprare i materiali, alla fine aderirono trenta persone, era un numero molto lusinghiero. Quel giorno si presentò il Presidente del Municipio, molto spaventato, si chiedeva cosa stesse succedendo, era del tutto insolito incontrare cittadini che prendessero in mano la situazione, noi ne approfittammo chiedendogli di riparare un’inferriata, un marciapiede e di rifare le strisce pedonali, alle sue promesse seguirono i fatti. Ne diedero notizia varie testate a Roma, eravamo una novità assoluta!

https://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_aprile_16/americani-ripuliscono-muri-roma-1602851107405.shtml

https://www.youtube.com/watch?v=4kemAtNwMtU

https://www.youtube.com/watch?v=dN_txrDzFbk

Quell’evento fece eco, ne uscì un resoconto su Vigna Clara blog e di noi si interessò anche Lungotevere.net. Quel giorno parteciparono anche i ragazzi di una Scuola americana, seguirono altri eventi ai quali prese parte anche Riprendiamoci Roma.

https://www.vignaclarablog.it/2010041210101/retake-rome-retake-cassia-maratona-di-pulizia-a-tomba-di-nerone/

Paola Carra(esempio prime locandine)

Si aprivano molte speranze per i cittadini e iniziava il dibattito sul tema del decoro della città fino ad allora tema ignorato dalle istituzioni.  In contemporanea Rebecca agiva nel suo quartiere, all’epoca era con noi una bravissima video maker che faceva video stupendi”

https://www.youtube.com/watch?v=Mlc3_0yolMU

quali furono i vostri primi passi verso le Istituzioni?

“nel 2010, all’epoca della Giunta Alemanno, decidemmo di andare a presentargli il nostro progetto. Ci chiamavamo ancora Retake Rome, fu Stefano Righini, un grafico che lavorava con noi, a crearci il logo attuale e a convincerci a cambiare denominazione, si doveva ben comprendere che agivamo in ambito romano. Era un periodo di convulsa ed entusiastiche riunioni svolte prevalentemente presso un ristorante sulla via Cassia dove di dibatteva su come fare evolvere il movimento. Nell’organizzazione degli eventi comunicavamo tra noi esclusivamente con le e mail, fu sempre Stefano a persuaderci ad entrare in fb, pensa che a quei tempi ero spesso io a confezionare le locandine, erano davvero orrende, io ero proprio negata, il nostro era in tutto uno spirito pioneristico.. cmq Alemanno ci accolse con favore, il progetto gli piacque molto e non ci lesinò il suo appoggio concreto”

   

(Uno dei primi loghi)

che cosa accadde di fatto?

“avevamo dalla nostra Ama con la sua sezione Ama Decoro, che veniva ai nostri eventi con camionette fornite di tintometro, idropulitrice, pitture e pennelli, un vero e proprio armamentario per noi molto utile ed insperato”

https://www.youtube.com/watch?v=gxOONaysMTs

Evento Piazza Sempione 2014 con Ama Decoro e Pics

veri e propri partner

“sì, eravamo anche affiancati dai PICS, loro multavano le affissioni abusive che noi segnalavamo”

sembrava tutto molto idilliaco

in realtà molto presto capimmo di doverci salvaguardare dal rischio di essere strumentalizzati, l’occasione era ghiotta per alcuni politici e capimmo anche che le nostre ambizioni non trovavano un’interfaccia istituzionale ancora pronto. Nel giugno 2010 fu organizzato a Ponte Milvio un primo evento dall’allora amministrazione Alemanno con tanto di palco allestito in piazza. Per evitare strumentalizzazioni da parte della giunta in quella occasione fummo molto critici sulla mancanza di incisività dell’Amministrazione sui temi del decoro. Noi continuavamo con il nostro approccio non protestatario, sono certa sia stato questo a ripagarci, era un’impostazione innovativa, rappresentare delle istanze civiche per noi cruciali in ottica costruttiva. Fu così che siamo state ricevute svariate volte in Comune, ci premeva anche avere supporto perché la nostra visione civica entrasse nelle Scuole, noi ragionavamo in grande, avremmo voluto poter entrare in tutte le scuole.. per questo obiettivo ci interfacciammo con l’allora Assessore all’Ambiente, Orsi, che ci chiese che cosa volessimo a nostro supporto.. Rebecca rispose: “You have to push the bottom” chiedeva che con uno stretto coordinamento tutte tutte le scuole fossero coinvolte, l’Assessore rimase interdetto!”

la priorità formativa vi fu chiara da subito

assolutamente, vedevamo con chiarezza che il principale investimento andava fatto verso le nuove generazioni”

ascoltando negli anni i ricordi di voi pionieri di RR ho colto talvolta una sorta di nostalgia legata a grandi eventi molto partecipati dove in realtà le Istituzioni non vi lasciavano soli

“fu così a Ponte Milvio, la Sovrintendenza pulì il Ponte e intervenne anche nella parte che lo precede, sulla pista ciclabile. In quella occasione l’Assessore Orsi propose di rimuovere i tanti lucchetti e gettarli nel Tevere, noi, esterrefatti, lo dissuademmo, non era una gran riprova di riguardo ambientale! E comunque Alemanno non riuscì a resistere alla tentazione di attaccare un lucchetto su Ponte Milvio, cosa che oggi, dopo anni di impegno, sarebbe impensabile.

https://www.vignaclarablog.it/2010061310924/ponte-milvio-ha-avuto-successo-la-maratona-di-pulizia-di-retake-roma/

Nei nostri tanti eventi abbiamo perseguito da subito il coinvolgimento dei Municipi e contestualmente attivammo iniziative di fund raising, alcune nostre amiche si prestavano ad organizzare cene per la raccolta fondi. In quel periodo collaborava strettamente con noi la Comunità americana, avevamo al nostro fianco anche l’Ambasciatore. Ci furono anche vari attori a sostenerci, Rosso Pomodoro ci regalò 500 magliette, così come la UPTER.”

un grande fermento

“si avvertiva che la spinta a crescere arrivava anche dall’esterno, eravamo molto apprezzati, rappresentavamo una novità, circolava molta positività”

come andò sul fronte Scuole?

“eravamo in contatto con un Preside molto sensibile che ci mandava classi su classi, una volta agimmo con ben 100 studenti! Ricordo un grande evento al Parco Volpi alla Farnesina, era con noi Ama, un Centro Anziani partecipò e si prese poi l’impegno di continuare a curare un’aiuola, fu il nostro primo presidio. Inoltre il dibattito sul decoro si intensificava anche sui giornali online.“

https://www.vignaclarablog.it/2011040314178/farnesina-parco-volpi-riqualificato-da-decine-di-volontari/

come arrivava la vostra azione nella percezione dei cittadini che vi osservavano?

“in molti si chiedevano se quello che facevamo fosse legale, noi non ci siamo molto posti il problema. La svolta in merito alla liceità ed autorevolezza dei nostri intenti arrivò in occasione di un premio al quale fui invitata, si svolgeva alla Fiera di Roma ed era presieduto da Luca Cordero di Montezemolo, di fatto il nostro primo riconoscimento ufficiale. In quel contesto conobbi Gregorio Arena, il fondatore di Labsus”

Paola Carra

un incontro epocale!

“Gregorio, con il quale strinsi da subito una buona alleanza diventata negli anni una bella amicizia, fu travolto dal mio entusiasmo e non si risparmiò nel darci suggerimenti su come avremmo dovuto continuare a muoverci, contribuì enormemente alla nostra formazione sul fronte della comprensione giuridica della nostra azione che era nata spontaneamente, ma doveva ricoprire maggiore autorevolezza. Nel 2015 Gregorio prese parte ad un Convegno da noi organizzato, continuando a stare al nostro fianco: in quella occasione registrammo l’attenzione della Stampa internazionale, si parlò di noi in Inghilterra, in Francia e negli Stati Uniti, ci persuademmo ancora di più di essere portatori di un progetto innovativo. Rebecca ed io eravamo praticamente drogate da Retake, Rebecca era solita dire che bisognava allacciare le cinture di sicurezza e continuare a volare!”

torniamo qualche mese addietro ad un altro incontro fatale, quello con Antonino Battaglia

“lo ricordo con gran tenerezza, Antonino era molto giovane e pieno di entusiasmo, io fui la prima con cui venne in contatto, abitavamo entrambi sulla Cassia, lui era reduce da un lungo soggiorno in Inghilterra, voleva continuare a parlare inglese e così nei nostri primi scambi parlavamo esclusivamente in quella lingua!”

hai subito compreso che Antonino sarebbe diventato un tassello fondamentale di Retake?

“lui era fomentatissimo e davvero innamorato di Retake! A volte mi chiedo perché Retake sia capace di far innamorare così tante persone e mi rispondo sempre che il segreto sta nella sua organizzazione orizzontale, io lo immagino come una Città buia dove incominciano ad accendersi le lampadine, senza che nessuno le diriga, dal basso verso l’alto. Dentro Retake ognuno fa quello che desidera e può e la propositività del singolo viene sempre ascoltata. Fu così che la lungimiranza di Antonino ci fece fare tanti passi in avanti. Fu lui ad indicarci la necessità di organizzarci per gruppi di quartiere, lui a capire che dovevamo costituirci come associazione. Quando aprimmo la pagina FB eravamo in tanti a comunicare, procedevamo in maniera anarchica e devo dire che ci divertivamo molto, eravamo liberi, un po’ caotici e molto appassionati”

Paola, tu sei l’indiscussa fondatrice e madrina di Retake Scuole

“avevo preso il Ditals di secondo livello, un diploma che mi avrebbe abilitato ad insegnare agli stranieri e seguii anche un corso di Psicologia dell’apprendimento che confermava il convincimento mio e di Rebecca della forza propulsiva dell’empowerment per crescere come movimento. Io mutuai quanto avevo imparato per fondare le basi pedagogiche concettuali di quello che è poi diventato Retake Scuole. E quando ho formalizzato il tutto ho raccomandato per anni a presidi ed insegnanti di attenersi a queste indicazioni che prevedono la fase del warming up che lavora fondamentalmente sulla motivazione e rappresenta di fatto il risveglio dei ragazzi sul concetto del degrado per poi passare ad altre tre fasi altrettanto cruciali. Da due anni a questa parte, da quando l’educazione civica è stata reintrodotta nelle scuole come argomento da affrontare trasversalmente, io mi vado sempre più persuadendo della enorme portata di Retake Scuole nella formazione di neo cittadini pienamente responsabili nella costruzione di progetti comunitari e sociali. I ragazzi nella seconda fase della nostra proposta formativa vengono portati ad attivare la loro percezione globale del territorio, quindi escono per strada ed osservano quello che li circonda. In un terzo stadio viene invece avviata una fase più analitica con un commento ed analisi approfondita delle foto scattate per strada e nella fase finale, quella della sintesi, tirano le somme ed arrivano a progettare azioni per risolvere le criticità analizzate nel loro evento Retake. Lungo tutto questo processo gli insegnanti non sono affatto direttivi, ricoprono il ruolo di tutor e facilitano le intenzioni e le iniziative dei ragazzi. È importante che i ragazzi sentano il piacere di organizzarsi in modo autonomo, esplorando e mettendo a frutto le loro capacità”

per anni Retake Scuole ha rappresentato il tuo chiodo fisso, ti ci sei dedicata anima e core..

“ci ho molto creduto e ci credo anche oggi tantissimo anche se ad un certo punto ho deciso di lasciare il testimone ad Alessandra Pannuti non prima di aver offerto una formazione ad un gruppo di retaker dedicati che abbiamo chiamato gli Ambasciatori di Retake Scuole, questo nel 2018. Oggi disponiamo di una vera e propria squadra che riesce a soddisfare molte delle richieste che ci arrivano in ambito scolastico. Retake Scuole rappresenta un sistema fondativo del cittadino di domani, insegna a non delegare ad altri, quanto ad assumersi responsabilità in prima persona, non nascondo che il mio sogno è che questo venga davvero compreso e trasferito in tutte le scuole dell’obbligo e anche alle Superiori, a tappeto..”

Paola Carra

poi è arrivata anche la modalità dell’alternanza Scuola/Lavoro che è stata portata avanti per primo da Raffaele Malizia

“sì, io lo formai perché potesse ben trasferire il format, poi Raffaele ha lavorato egregiamente in autonomia”

e agli inizi di giugno del 2019 sei diventata la seconda Presidente di Retake Roma

“un incarico che ho svolto con entusiasmo e che ritengo davvero molto oneroso, Retake è diventato enorme, ha moltissime possibilità di ulteriore sviluppo, coordinare un’ organizzazione così complessa necessita di figure manageriali che seguano strettamente ogni processo”

in Te la visionarietà è una propensione molto spiccata: che visione hai di Retake 2.0?

“io sono persuasa che Retake debba fare un ulteriore salto di qualità ed uscire dalla logica della semplice pulizia, deve piuttosto essere veicolo di una rigenerazione urbana ed è lo stesso cittadino che deve avere in mente come riprogettare gli spazi da vivere e che può intervenire direttamente perché questo si determini. Il progetto di rigenerazione urbana con operazioni di micro-urbanistica è quello che noi chiamiamo Made in Retake, una prospettiva ancora non pienamente matura alla quale dobbiamo tendere. Per arrivare a questo abbiamo già messo all’opera alcuni nostri retaker urbanisti, ma sarebbe interessante coinvolgere le Università, da loro potrebbe arrivare il contributo nella ri-progettazione degli spazi urbani, in condivisione con i cittadini. Si vedano i progetti di Urbanismo tattico realizzati in tante città europee”

stiamo effettivamente attraversando un’altra fase di transizione..

“sì e non priva di sofferenza perché urge un rafforzamento interno della nostra organizzazione che è un po’ affaticata e dobbiamo riuscire a coinvolgere molti altri attori”

proprio durante l’anno della tua presidenza sono stati finalizzati due importanti Protocolli d’Intesa, con l’Ufficio Coordinamento del Decoro del Comune di Roma e con il Dipartimento di Tutela ambientale

“quello è stato un passaggio importante non solo sul fronte operativo, ma soprattutto perché ci ha dato l’opportunità di formare i nostri interlocutori nell’Amministrazione: le proposte di cooperazione non devono calare dall’alto quanto venire dalla Cittadinanza attiva ed essere supportate dal Pubblico, questa direzione che per noi è inalienabile non era stata inizialmente compresa. Molti cittadini attivi mettono a fattore comune la propria spiccata competenza, io penso che una Amministrazione equa e lungimirante dovrebbe arrivare a riconoscerlo con un sistema incentivante che dia gratificazione a chi si impegna da tanti anni e in qualità..”

non mi hai ancora detto che cosa Retake ha rappresentato per Te nell’arco di questi ben 11 anni di attività!

“mi ha dato tantissimo. Ho acquisito un senso di sicurezza, maggiore convinzione nelle mie capacità, ho affinato il mio approccio creativo, ho curato la mia capacità comunicativa e motivante. E poi c’è l’unione speciale che rappresenta un collante fortissimo tra noi, non è colleganza, non è sangue parentale, è però una inedita fratellanza che ci fa riconoscere immediatamente tra noi e cementa i nostri rapporti rafforzando l’entusiasmo della nostra azione collettiva”

penso che chiunque di noi possa riconoscerti l’enorme apporto che hai dato a tutti nell’armonizzare i rapporti tra noi, relazionandoti sempre con il sorriso, con costruttività ed ineguagliabile ottimismo, grazie Paola!

Paola Carra