Maurizio Picca

Maurizio, vivi da diversi anni nel prestigioso Rione Monti, zona centralissima caratterizzata da bei palazzi d’epoca e scorci mozzafiato: per quale ragione hai deciso di aderire a Retake?

“vero, io vivo, per così dire, in una condizione privilegiata rispetto a molti altri quartieri pesantemente flagellati dal degrado, specie quelli periferici, eppure anche da me, camminando tra i vicoli, guardando i palazzi taggati, l’eccesso di adesivi abusivi e l’abbandono di rifiuti anche io soffrivo, ci stavo proprio male.. Così la prima volta che ho visto dei retaker al lavoro a me è arrivata una gran bella notizia! Era una tarda mattinata domenicale e nel rientrare a casa in macchina mia moglie ed io siamo passati per Via Urbana e abbiamo visto un numeroso sciame di volontari in pettorina che lavoravano all’ingresso della metro Cavour. Quante volte mi ero detto che quella stazione era in condizioni intollerabili, ma da solo mi sentivo con le armi spuntate, non mi rimaneva che subire e in realtà non avevo preso proprio in considerazione che fosse possibile agire in proprio, che questo fosse nelle possibilità di cittadini volontari. Mia moglie, colto al volo il mio entusiasmo e la mia impossibilità di affiancare la macchina per potermi informare seduta stante, si è annotata il nome dell’Associazione, io non ho perso tempo, l’ho rintracciata in Internet e mi sono subito reso disponibile: avevo trovato una proposta alla mia portata che mi faceva uscire da isolamento e frustrazione rispetto alle condizioni in cui versava il mio Rione”

in che anno è avvenuto questo tuo incontro tanto casuale quanto dirompente?!

“direi 2017, io mordevo il freno e così di lì a poco ho preso parte ad un Retake su Via Nazionale organizzato da Sabrina Bittoni e Raffaele Malizia. Mi sono trovato subito a mio agio ed ho partecipato a molti degli interventi organizzati a Monti, dovendo comunque fare slalom tra turni di lavoro e la mia attività sportiva”

giusto, tu sei un appassionato runner!

“io corro da 45 anni e sto nell’agonismo da 35, è una grande passione che comporta anche un certo impegno, ormai lo definirei meglio uno stile di vita, fa tutt’uno con me”

Maurizio Picca

con che frequenza ti alleni?

“tutti i giorni corro circa 10/12 km e nel fine settimana mi capita di gareggiare, per questo dicevo che devo trovare il modo di conciliare l’attività Retake con altri impegni”

sei una persona che ama le sfide, che tipo di sfida rappresenta Retake per Te?

“io sono soprattutto una persona che ama stare in attività e mi piace farlo in modo creativo, per questa ragione ho coltivato anche un’altra passione, quella del restauro di mobili antichi, mi sono formato negli anni a livello teorico e pratico e presto seguirò un altro corso”

immagino tu abbia portato questa manualità e competenza nelle attività Retake

“senza dubbio quando lavoro durante un Retake, soprattutto quando mi applico nella riqualificazione dei muri, cerco di farlo con meticolosità, eppure anche io, come penso tutti noi, mi sono affinato nel tempo, oggi ci tengo davvero molto che il risultato finale sia lusinghiero. Quello che è ulteriormente cambiato è il mio sguardo verso la Città, oggi colgo molti più dettagli di degrado di quanti non ne vedessi prima, sono diventato più attento, consapevole ed esigente e ho acuito il mio senso pratico”

e questa sensibilità è direttamente proporzionale al disagio che te ne deriva..

“ho notato che dopo ore di Retake sono a tal punto carico di adrenalina ed entusiasmo che ci rimango davvero male se i nostri sforzi vengono di lì a poco invalidati. Per fortuna a Monti il segno del nostro passaggio ha abbastanza tenuto nel tempo, ma c’è un diffuso fenomeno di paper art affisse sui palazzi d’epoca che mi fa stizzire perché vanno ad inficiare la bellezza e storicità di palazzi tutelati e questo fenomeno mi lascia ancor più incredulo se dovesse essere fondata la voce che sarebbero legalizzate dal Municipio, voglio vederci chiaro..”

comprendo benissimo la tua amarezza.. tu sei anche uscito dal tuo Rione e hai preso parte ad altri Retake al di fuori

“sono stato a Piazza Esedra nel grandissimo evento con i dipendenti Bridgestone, ho dato il mio contributo alla riqualificazione delle serrande di un grande negozio di cinesi a Piazza Vittorio, ricordo con piacere anche l’eventone a Largo Argentina, ho preso parte ad un evento di Magnifica San Lorenzo e quest’estate sono stato anche in trasferta a Cagliari, bella esperienza. Ma l’adesione più importante e sentita che ho dato è stata quella al progetto Retake Solidale per il Sociale, a Colle Oppio”

Maurizio Picca

quel format è un nostro fiore all’occhiello

“trovo che sia stata un’iniziativa vincente e sono molto felice di aver potuto dare il mio contributo con continuità, tutti i mercoledì mattina da gennaio a settembre di quest’anno. Ho potuto constatare con piacere con quale entusiastica adesione e serietà le persone da noi coinvolte si siano messe in gioco, i ragazzi si sono comportati benissimo, noi abbiamo messo a punto molti interventi migliorativi sul territorio grazie alla nostra costante presenza, e quello che più conta è la prospettiva di inserimento sociale che abbiamo offerto ad alcuni di loro. Io sono riuscito a farmi mettere dei turni di lavoro pomeridiani, non ho dovuto penalizzare la mia attività agonistica e così non ho lesinato il mio impegno”

in realtà anche al di fuori dei Retake formalizzati molti retaker sentono di esserlo sempre

“vale anche per me, a me capita spesso di camminare per mio conto e raccogliere rifiuti o staccare adesivi o affissioni abusive, specie nel tratto tra il Rione e il Colosseo, sistemo anche i cartelli stradali, molti sono a tal punto vandalizzati da non essere più leggibili, oppure storti, se non divelti.. questa è una situazione che può diventare pericolosa!”

in un certo senso contribuisci al ripristino della legalità

“e della messa in sicurezza: prima di fare Retake avevo del mio quartiere oltre che un’immagine indecorosa anche più insicura, trovo che i due aspetti vadano a braccetto, la cura dei Beni comuni diminuisce la percezione della loro insicurezza, per questo credo che a noi retaker non vada di desistere, abbiamo una consapevolezza sul territorio più spiccata della media dei cittadini e dobbiamo contribuire a fare alzare l’asticella.. e in più nell’agire ci sentiamo sicuramente meglio con noi stessi, questo è quello che accade a me”