Letizia Fortunato

Per strada ci avviamo ed è sempre affascinante sapere come e perché ci si avvii in questo cammino

“in effetti proprio sulla strada avevo notato varie volte volontari al lavoro e ho incominciato a seguirli anche su fb e nei dintorni delle scuole da me frequentate, ma non trovavo il coraggio di avvicinarmi, mi sentivo in imbarazzo. Sono però una curiosa, navigo in Internet, sto su fb, osservavo ed approfondivo”

e quando ti è scattata la molla?

“io ho fatto parte dell’organizzazione buddista Soka Gakkai per diversi anni e in quella filosofia sottende il principio dell’unione di persone comuni che perseguono uno stesso obiettivo, ancora non lo sapevo con così chiara nettezza, ma c’e’ di fatto una grossa affinità con Retake. Nell’estate del 2018, si fece strada il convincimento che fosse opportuno aprirsi al territorio, fu quella la spinta che mi ha fatto trovare il coraggio di presentarmi a Retake. E così contattai Alessandra Pannuti che è l’Admin del gruppo Serpentara, quello a me più vicino. Sono stata fortunata, non potevo trovare persona migliore ad accogliermi”

lo ricordi il tuo primo Retake?

“è stato un evento di riqualificazione al Parco San Ponziano dove incontrai anche Simona ed Emanuela, Antonella, Stefania, tutte retaker di spessore, me ne sono subito resa conto. Un altro aspetto mi ha ben presto colpito: quando Alessandra mi invitò a fare il punto della situazione con altri, io mi sentivo già parte dell’organizzazione”

questo è uno dei punti di forza di Retake, la sua organizzazione scarsamente verticistica e lo spazio che viene lasciato al singolo

“diversamente non avrebbe fatto per me, io sono un pò ribelle, un po’ anarchica, sì capace di rispettare ruoli ed eventuali gerarchie, ma gli ordini mi fanno venire il morbillo! Di fatto Alessandra mi ha subito coinvolto nel progetto Scuole che è quello che più mi si confà, io ho insegnato per quarantadue anni nella scuola dell’Infanzia, con il metodo Montessori e anche rispetto alla scuola ho trovato la mia strada, fin da piccola sentivo di voler aiutare i bambini e nell’insegnamento ho trovato la mia realizzazione. Seguendo i Retake Scuole ho ricontattato la mia dimensione rincontrando anche alcune colleghe e diversi agganci utili per poter operare”

Alessandra con Te ha messo in pratica il principio dell’empowerment così caro a Retake

“in effetti è lo stesso che viene indicato nella Soka Gakkai, è un progredire insieme”

trovi che questa esperienza Retake ti abbia cambiata?

“non direi, penso piuttosto di aver felicemente incanalato un fuoco che avevo già acceso dentro di me e che mi fa dire: “è proprio questo che voglio fare!” Ho sempre avuto attenzione per l’ambiente e la pulizia, adesso posso dedicarmi a queste attività in compagnia.  Ho due figli grandi, essendo in pensione, sono libera rispetto alle mie scelte e ho tanta voglia di fare”

ascoltandoti si è come piacevolmente travolti dalla tua vitalità, dalla tua energia!

“riconosco di averne da vendere eppure ogni tanto devo fare i conti con il mio corpo, qualche acciacco e un po’ di stanchezza, scelgo di fare Retake lì per lì, a seconda di come mi sento. Poi quando vado e constato per esempio che non c’è un gran da fare, perché magari siamo in molti, mi rendo conto che io ho bisogno di fare, devo veicolare le mie energie. Mi sono subito attivata con grande entusiasmo, ricordo che la prima volta che mi hanno incontrata Stefania e Simona erano incredule, non si aspettavano fossi così carica! Ecco, confesso di avere una piccola frustrazione, quanto faccio non è mai proporzionato a quanto vorrei fare!  E infatti dico spesso ad Alessandra di tenere presente che sono anche disposta a seguire lavori di ufficio, posso fare piccole commissioni, trasportare e ritirare materiali, voglio rendermi utile a più livelli, tenendo conto dei limiti dettati dalla mia età. Una volta in effetti Alessandra mi ha coinvolto in gran fretta per un Bando sugli orti negli Asili Nido, bisognava presentare un progetto nel giro di due tre giorni, fu così che conobbi Enrico Malaguti”

Letizia Fortunato

come è andata?!

“Enrico si è reso disponibile ad aderire al bando, lavorammo un intero pomeriggio a casa sua, scrivemmo quel progetto a quattro mani, ne ho un bel ricordo. In questo senso dico che voglio fare, non sono una che si tira indietro! Una volta, nel corso di una grande manifestazione, bisognava tirare su un cavo ed io avevo con me una matassa di spago che era proprio quello che ci voleva! Nella mia vita ho sempre cercato ambiti che mi facessero sentire accolta, questo Retake me lo dà abbondantemente. Poi Alessandra mi ama davvero per come sono, lo dico con emozione, per me non è affatto facile avere questa percezione e con lei sento di godere di un’accoglienza speciale”

che cosa più ti convince della esperienza Retake?

“oltre ai benefici della dimensione collettiva che ti ho detto, trovo una risposta fattiva, concreta alla indifferenza diffusa che per me non si traduce solo negli atti, ma anche e soprattutto nella deresponsabilizzazione, quel facile convincersi che molte questioni collettive non ci riguardino, che dovrebbero essere assolte da altri, questo atteggiamento a me disturba molto, anzi mi fa proprio infuriare!”

non accetti la comoda logica della delega..

“penso piuttosto che ognuno dovrebbe assumersi la sua quota parte di impegno rispetto alla cura dovuta ai Beni Comuni. Per questo sono stata felice di aver conosciuto dal vivo Rebecca, provo per lei grandissima ammirazione e gratitudine, le riconosco il grande merito di aver avuto il coraggio di avviarsi da sola quando nessuno pensava che questo fosse nel potere di un cittadino qualsiasi. Il giorno in cui mi hanno presentato Rebecca sono rimasta davvero colpita dal modo in cui mi ha salutata e coperta di complimenti, sapeva chi fossi ed apprezzava quanto avessi fatto, mi ha subito invitata a darle una mano nella realizzazione di un murale. Di me deve aver compreso che io sono una alla “piglio e parto”, la mia modalità è Plug&Play, tradotto in “famolo subito”!”

in questo esprimi pienamente il tuo animo da retaker

“ricordo una volta, sarà stato una quindicina di anni fa, che a scuola era sembrato opportuno ricoprire artisticamente un parolaccione scritto su un muro. Al dunque mi ritrovai da sola con i miei piccoli alunni, né colleghi, né genitori aderirono. Non mi sono data per vinta, ho sistemato i bambini in modo che potessero dipingere delle aiuole nella parte bassa del muro alla loro portata ed io sono stata a lungo intenta a questa attività. Non mi sono resa conto che alle mie spalle si era formato un raduno di genitori disposti a fare la loro parte. Io sono partita in solitaria e poi quel muro è diventato oggetto di attenzione anche da parte di altri, lo abbiamo finito di decorare negli anni”

Letizia Fortunato

una bellissima metafora di Retake

“sì, noi agiamo con questa convinzione e per quello che mi riguarda io non sento di avere un particolare legame ad un territorio, se mi chiama Fabio al Tiburtino, io ci vado! L’ho detto, mi sento libera di agire, ma a volte mi sembra di fare poco, per questo cerco sempre qualcosa in più”

quali sono i tuoi hobby?

“amo realizzare oggetti in ceramica, non tutti mi vengono bene, ma sono apprezzati per i loro colori, Alessandra è una mia fan! Al Tevere day ho guidato i bambini nel decorare la ceramica. I bambini mi mancano tanto, ne ho cresciuti davvero moltissimi nella mia vita, persino i figli di alcuni miei alunni dei primi anni, da me sono passate generazioni di bambini. Poi amo la danza classica, la facevo da bambina e l’ho ripresa da poco, perché ci dovrei rinunciare? E poi da un po’ di tempo mi dedico ad un orto urbano nella Riserva dell’Aniene, a voglia a dirmi che non dovrei, a me zappare fa bene, mi ha proprio salvata in questi anni così difficili! Grazie a questa attività mi sono passati tutti i dolori, faccio una scappata come se andassi da un amante e invece vado ad annaffiare le mie zucchine!”

nel tuo attivismo traspare una spiccata componente creativa

“vero, io la esprimo ogni volta che posso dentro Retake. Una volta ho decorato alcune panchine a Val Trompia con Emanuela, anche quando ho i pennelli in mano mi passano tutte le malattie! Ma quello che più mi piace è la condivisione, il far parte di un gruppo e io ho incontrato persone meravigliose. Una volta, tanti anni fa, praticavo il tiro con l’arco e tutti mi dicevano che avevo una bella postura, che sembravo un’amazzone. Eppure quando lanciavo la freccia quella cadeva, non c’era nessuno a raccoglierla.. Dentro Retake io ho fondamentalmente trovato questo, l’accoglienza e una direzione nella quale incanalare il mio sacro fuoco, io sono un vulcano. Poi, l’ho capito da tanto tempo, se dai una gioia a qualcuno immediatamente ti torna indietro. Penso che decidere di essere un retaker sia una grande espressione di Amore universale. Anche mentre sono a testa china con la mia pinza per raccogliere cicche e pezzetti di carta, con altri intorno a me che fanno la stessa cosa, sento che stiamo facendo un grande gesto di amore verso gli altri e verso la terra: diventiamo insieme un cuore grande che cerca di illuminare spazi qua e lá, in un girotondo in cui, tenendoci per mano, camminiamo verso la bellezza e la luce. Grazie a tutti per esserci.❤️”

Letizia Fortunato