Gianni Franzini

Come nasce il tuo interesse verso il tuo quartiere?

Fino al 3 ottobre 2018 appartenevo ad un quartiere che appariva lasciato alla deriva, sia dai cittadini che dalle Istituzioni: cumuli di immondizia ovunque.

Il tutto sembrava un luogo oscuro in cui sfogare liberamente la propria rabbia e le proprie frustrazioni, padroni di cani che lasciavano defecare liberamente i propri cani in ogni dove, gli spazi verdi, che oltre ad esser stati nel passato abbandonati da chi di dovere, venivano utilizzati come anfratti per il consumo di dosi, come luogo ideale per feste e bagordi durante i quali era scontato abbandonare bottiglie di vetro o addirittura spaccarle contro i muretti.

In giro poi incontravamo, oltre ai cumuli di immondizia, facce spesso arrabbiate e peggio ancora, voci lamentose. Un contesto devastante per tutti. Per chi come me ha famiglia con bambini, per gli adolescenti e per i nostri nonni, le categorie di persone più portate a vivere il territorio a loro più prossimo.

Per me quella non era vita, né sopravvivenza, piuttosto mi appariva come una sentenza di morte.

Un quadro davvero desolante. Che cosa ti è scattato dentro?

Non ne potevo più di stare lì a scavalcare i cumuli di rifiuti ed incontrare quelle facce scure.

Sentivo che era arrivato il momento di convogliare la mia rabbia verso una direzione che potesse restituirci prospettive più edificanti, più dignitose, più “Umane”.

E quel famoso 3 ottobre 2018 fu galeotto. Quel giorno ebbi la certezza di non esser solo a desiderare tanto.

Durante una riunione straordinaria del nostro quartiere, si è formato in un attimo il nostro primo piccolo-grande gruppo d’azione: Naomi, Simona, Loretta, Nico, Deborah, Alessandro, Raniero e poi tante altre preziosissime persone che si sono aggiunte nel tempo. Già da quei nostri primissimi scambi di idee ed intenzioni tutto è iniziato a cambiare.

Gianni Franzini

Nel confronto vi siete resi conto che ribaltare la situazione era possibile o quanto meno che quello era il vostro desiderio. Come vi siete attivati?

Abbiamo deciso di prendere di petto una criticità alla volta; circoscrivendo i problemi per poi presentarli alle Istituzioni meglio identificabili e quindi più facili da risolvere; mantenendo un atteggiamento costruttivo, cercando di avvicinare chi era pro e non concentrandoci a far guerra “contro chi era contro”; procedendo passo passo e con continuità al fine di dare alla nostra comunità la possibilità di ricostruirsi in uno spazio più libero da condizionamenti, e così facendo sono avvenuti i miracoli. Uno dopo l’altro.  Avvicinati noi, siamo riusciti ad avvicinare altri cittadini, così è stato più facile avvicinare un po’ anche le Istituzioni e quindi altri cittadini ancora.

Il dialogo con le Istituzioni è un traguardo per te importante?

Unito al dialogo tra i cittadini, importantissimo e necessario. E anche su questo lavoriamo ogni giorno.

Il nostro quartiere, grazie a questo sforzo comune è oggi più bello, ci siamo portati un bel po’ avanti, questo è per noi evidentissimo e motivo di una nostra intima e grande soddisfazione.

Voi siete nati come gruppo Volontari Torrenova, in che modo RetakeRoma ha rappresentato per voi un valore aggiunto?

RetakeRoma è stata ed è per noi una grande occasione.  Ci è stata presentata quasi dall’inizio della nostra avventura dai nostri cuginetti di Villa Verde e Villaggio Breda, Simone e Claudia, e abbiamo presto compreso che si trattava di una valida e bellissima opportunità, stra-propositiva e stra-pratica, proprio come piaceva e piace a noi.

Un modello comunitario che lavora in maniera concreta che ha già maturato molta esperienza che ha una sua ambiziosa missione e una validissima struttura. Roba non da poco!

Questa collaborazione ci ha permesso di formalizzare le nostre azioni, rendendoci più liberi di operare alla luce del sole e con maggiore sicurezza, di renderci più avvicinabili dalle istituzioni, di farci confrontare e soprattutto di farci conoscere un mare di persone che avevano ed hanno sogni simili ai nostri.

Gianni Franzini

Voi siete un gruppo molto complice ed affiatato. Che ruolo rivesti tu come volontario?

Noi agiamo in maniera molto unita, siamo sempre in ascolto gli uni degli altri, e siamo diventati presto anche un bel gruppo di amici.

Io forse, avendo una formazione ingegneristica, tendo a cercare soluzioni creative alle criticità che mi si pongono lungo il cammino, in più, anche se non amo troppo muovermi da solo, non ho problemi a tornare sui luoghi da noi riqualificati e completare l’opera.

Poi mi appassiona parecchio la comunicazione e credo tanto nel suo potere. Col mio gruppo mi adopero tanto nello studiare forme comunicative per facilitare la fruizione dei servizi pubblici (specie nel campo del corretto smaltimento dei rifiuti, pubblicizzando in vario modo i vari centri ed eventi di raccolta AmaRoma).

Di recente ho anche imparato a realizzare piccoli montaggi video, li trovo molto efficaci nel mantenere disponibili le nostre idee e soluzioni sperimentati e nel trasmettere l’emozione e lo spirito entusiasta con il quale agiamo.

Come tutti i retaker immagino tu abbia dei sogni nel cassetto?

Quanti ne vuoi?! ;-D

1. Vorrei prima di tutto che nel nostro quartiere si conservassero più a lungo possibile i sorrisi leggeri e pieni di intesa che ci siamo conquistati grazie al nostro impegno e vorrei continuare a vivere la gioia di questa nostra comunità così pro-attiva;

2. Vorrei arrivassimo a vedere agenti della polizia locale o ispettori municipali, a piedi o in bici, in giro per il quartiere, almeno una volta al mese, per prendere nota in prima persona delle anomalie del territorio, incontrare i cittadini ed accogliere anche le loro/nostre segnalazioni;

3. Vorrei venissero installati display luminosi con informative sulle iniziative Comunali/Municipali al servizio dei cittadini, come gli orari e le date dei centri di raccolta, delle biblioteche, i numeri di telefono dei centri di ascolto ed anche le iniziative di aggregazione;

C’è in Te una grande attenzione all’educazione civica?

Sì, ci tengo parecchio. Personalmente tengo ad un’educazione che passa attraverso l’attenzione prima di tutto ai propri intimi bisogni, poi ai bisogni dell’altro, tenendo in considerazione che da soli possiamo fare ed ottenere tanto e che insieme possiamo molto molto di più e poi, partendo dal concetto che le istituzioni sono fatte di cittadini, se prima non evolviamo noi come cittadini, mai potremmo arrivare ad avere una classe dirigente all’altezza delle nostre aspettative.

E quale attività meglio della nostra per maturare queste attitudini? 

Verissimo, il che mi fa venire voglia di chiudere con questa battuta : Più cittadinanza attiva per tutti ;-DD

Gianni Franzini