fabrizio del monte

Fabrizio, sin dalle primissime battute di questo nostro scambio avverto in Te un’energia speciale

“è così, io sono adrenalico, iperattivo e, ti avverto, chiacchiererò tantissimo!”

va benissimo! Mi toglierai molte curiosità. La prima, canonica, è sapere come e perché ti sei avvicinato a Retake

“allora io parto, eh, vado a ruota libera! Quello con Retake non è stato un incontro immediato, io lavoro spesso fuori sede, in Italia e in Europa e per lo più per l’intera settimana lavorativa. Avevo più volte visto volontari per strada con la pettorina blu, ma, a parte dirmi: “che bello, che bello, piacerebbe anche a me”, per diverso tempo non ho avuto modo di approfondire. Di fatto era da molto che provavo profondo disagio ogni qualvolta facevo rientro a Roma, il confronto con lo stato delle altre città mi avviliva e stizziva nello stesso tempo, non mi capacitavo di come fosse ridotta Roma. Ogni volta era un rafforzato pugno nello stomaco, avvertivo davvero dolore. E riflettendoci, mi dicevo anche che il decoro che non ravvisavo a nessun livello nella nostra città, non essendo un fatto di colore politico, dovrebbe essere un valore trasversale condiviso da tutti”

e poi?!

“un sabato in cui mi trovavo a Roma ho rotto gli indugi e mi sono unito a quei volontari in blu, mi sono presentato con una scopa ed una busta. Quella mattina sono stato a testa bassa per quattro ore, ero del tutto concentrato, in silenzio, a spazzare un pezzo di strada, per me era un fatto serio”

immagino tu sia stato subito notato

“in effetti Fabio A mi ha immediatamente introdotto nel gruppo Tiburtina, era la fine del 2019, il gruppo stava ripartendo, tra vecchi e nuovi volontari, io ho accettato di buttarmi nel mezzo, mi è piaciuta l’energia iniziale che ho respirato e così ho continuato a prendere parte agli eventi successivi”

con che criterio vi muovevate?

“abbiamo iniziato a fare delle tavole rotonde per ragionare sul da farsi, il nostro è un territorio molto grande, con problematiche eterogenee. Abbiamo l’asse San Basilio/Pietralata e le due strade consolari Tiburtina e Nomentana: verso la Tiburtina insiste una popolazione eterogenea e multiculturale; verso la Nomentana confiniamo con Montesacro, di cui prevalentemente con Talenti, caratterizzate da una popolazione più omogenea; in mezzo ci sono molte case popolari ed anche la bellissima Riserva Naturale Valle dell’Aniene. Questi confronti si sono rivelati utili: Fabio è pieno di passione e proposte, una vera macchina che produce idee e lavori da fare; io ho cominciato a sistematizzare i nostri interventi, cercando di mettere un po’ di ordine alle tante cose da fare; mentre il prezioso gruppo attivo di supporto ci sostiene costantemente ed in particolare vorrei ricordare Antonella, Alessandra, Monica, Giulia, Serenella e Sara”

corrisponde alla tua indole?

“questo sicuramente, di fatto ho provato a dare un metodo in linea con il mio profilo personale e professionale. Inoltre, in occasione di incontri più “istituzionali” ho preparato delle presentazioni in Powerpoint ed ho anche cercato di strutturare un processo nelle nostre attività, utilizzando dei file in Excel. In parallelo abbiamo alimentato degli eventi infrasettimanali con più gruppi di persone ed in più aree del quartiere ma, dopo i primi eventi che hanno registrato una buona adesione, a seguito della Pandemia abbiamo dovuto rivedere il nostro approccio. Ci siamo trovati di fronte ad un dilemma: continuare a fare, pulire, o trasmettere piuttosto un messaggio alla popolazione? Dovevamo comprendere quali correttivi apportare per essere efficaci non solo nel breve termine, recuperando le aree dal degrado, ma soprattutto nel medio e lungo termine, prendendoci cura degli altri e portando l’esempio, così da far partire il volano del passaparola e dell’emulazione”

che problematiche avete individuato?

“ci siamo resi conto che quel procedere in maniera randomica, senza ritornare periodicamente nei luoghi da noi risanati, equivaleva a disperdere le nostre energie. Per questo ho confermato ed anzi rafforzato la mia interpretazione di Retake: vanno impiegate in maniera puntuale le poche risorse che abbiamo, le persone, in quanto non possiamo pensare di coprire un intero territorio senza il supporto di Comitati, Scuole, Enti ed Istituzioni. Vanno studiate le tempistiche, la visibilità dei luoghi e vanno bilanciate con la reale necessità di intervento. Ci vuole una visione che prenda in considerazione anche la componente di “Marketing” dei nostri interventi (aree ad alta frequentazione, aree in prossimità di scuole/chiese/etc). Per questo occorre dare l’esempio concreto per sensibilizzare i cittadini ed indurli a procedere in autonomia. In due anni abbiamo realizzato oltre quaranta eventi, che sono tanti. Infine abbiamo calendarizzato appuntamenti fissi, creando aspettative nella popolazione coinvolta ed aiutando le Associazioni ed i Comitati a mantenere alta l’attenzione su determinate tematiche ed aree.”

che luoghi avete individuato?

“inizialmente avevamo individuato Via Fiori con la Posta come via di elevato interesse, il primo sabato del mese; poi il quarto, il Parco Comte vicino al Mercato di Casal de’ Pazzi e le case popolari. Purtroppo l’arrivo del Covid ha fatto di noi un plotone sparpagliato, facendoci perdere la continuità temporale di intervento. Anche noi abbiamo accusato il colpo e pagato una repentina battuta di arresto”

ho notato nel tempo che avete collaborato con diverse associazioni locali

“ci siamo fatti conoscere maturando inizialmente dei crediti, collaborando alle loro richieste, pubblicizzando molto e ripetutamente i nostri eventi sulle loro pagine. E’ quindi iniziata una stretta collaborazione con i CdQ ed in particolare con la onlus Insieme per l’Aniene. Questa associazione è cruciale sul territorio in quanto ha in carico l’area della Riserva Naturale Valle dell’Aniene, da Tor Cervara, a ridosso del raccordo all’altezza della Tiburtina, al Ponte delle Valli e la confluenza con il Tevere. Noi ci avvaliamo degli ottimi rapporti che loro hanno con il Dipartimento Ambiente ed abbiamo creato con loro una felice sinergia. I rapporti con le Associazioni vengono per lo più curati da Fabio, lui è decisamente più sociale di me ed intrattiene rapporti anche con gli altri gruppi Retake; ci è venuto naturale suddividerci i compiti, infatti ci siamo scoperti complementari. Lo siamo anche rispetto alle zone delle quali ci vogliamo prioritariamente occupare, io sono maggiormente richiamato dal Verde (rappresenta un terzo del nostro territorio) e da alcuni eventi a carattere più istituzionale (es. Polizia Locale), a Fabio stanno a cuore le attività sportive e le relazioni con gli istituti scolastici; lui gravita più sull’asse della Tiburtina, mentre io su quello della Nomentana.”

fabrizio del monte

quali sono le aree che avete per così dire adottato?

“in effetti è corretto dire che le abbiamo adottate… penso al Parco Comte, un’area abbandonata vicino al mercato di Casal de’ Pazzi: lì abbiamo portato dalla nostra i negozianti del mercato, tra noi si è creato un legame. Abbiamo deciso proprio di combattere a suon di segnalazioni, abbiamo perseguito il coinvolgimento delle Istituzioni. Un’occasione preziosa ci si è offerta a seguito dell’incontro con Federica Angeli, siamo riusciti a far prendere in carico dal Comune un’area demaniale diventata una discarica, oggi il Servizio Giardini cura un parco bonificato da noi, lì abbiamo anche installato una teca per il “booksharing”. Questo è un esempio concreto di come sia fondamentale il fare, per conquistarsi un’autorevolezza che non può rimanere inascoltata, le Istituzioni alla fine vanno a nostro ricasco, il loro immobilismo non risulta più accettabile e finalmente fanno la parte che compete loro. In quella zona combatteremo ancora, nella parte in mezzo è rimasta ancora una discarica, eppure quello spiazzo si presta ad ospitare una struttura sportiva, questo è soprattutto l’obiettivo che vuole raggiungere Fabio, abbiamo già fatto un evento con il CONI e con la Federazione di Baseball, lì abbiamo portato i gonfiabili, c’è stata una buona affluenza, le prime basi sono state gettate”

quella che si dice una storia di successo

“l’esito di quei reiterati interventi mi ha indotto a concentrarmi in un’altra zona a cui tengo particolarmente: si tratta dello spiazzale di Via Spegazzini, è un accesso al Parco dell’Aniene, a ridosso della Via Nomentana. Paradossalmente il Parco non è stato mai preso in carico dal Comune ed è abbandonato a se stesso sin dall’urbanizzazione di questo territorio quasi quaranta anni fa. Si trova davanti ad un Liceo e l’abbandono ha alimentato la promiscuità ed il degrado. Era una situazione paradossale, quelle erano una volta case di vari enti, con affaccio diretto sulla Riserva dell’Aniene, quel luogo avrebbe potuto essere un’oasi felice e invece… Io mi sono detto che non sarei andato troppo lontano se non avessi coinvolto gli abitanti (oltre che ai Retaker n.d.r.), dovevo fare in modo che altri cogliessero la mia determinazione e constatassero come le cose potessero cambiare e quanto fossero alla portata di tutti, volevo diventare “creditore di esempio”. Per quasi un anno ho lavorato in solitaria, a volte di mattina alle sette, durante la pausa pranzo, o di sera. Dopo un po’ chi passava ha iniziato a fermarmi, non era possibile non notare i risultati dei miei interventi. Mi sono incoraggiato e ho affisso locandine all’ingresso dei venti/trenta palazzi che sorgono nelle cinque strade tutte edificate in maniera omogenea, quella che potrebbe definirsi come “Giardini dell’Aniene”, in continuità con Città Giardino Aniene (Montesacro), con cui confina. Al primo evento si presentarono in trenta, così come altre volte arrivarono da altre parti di Roma ad aiutarci, animati dall’amore per il verde e nelle volte successive venne anche lo zio di mia moglie da Salerno. A lui avevo detto che servivano dei pallet per creare delle panchine, dato che la zona è frequentata dai liceali dell’Orazio Succursale. E così è stato, abbiamo ridato vita a quattro panchine e anche a dei tavolini, la raccolta del verde rimosso per conquistare l’accesso alla Riserva dell’Aniene è stata talmente ingente da aver coperto ben tre camion! Alla riqualifica ha preso parte anche il Vivaio Garden Nomentano e la Villani Multiservice, che lo hanno fatto a titolo gratuito, smantellando rovi, tagliando alberi e smaltendo lo sfalcio, un lavoro pesante. In quelle occasioni sono stati anche ripitturati due casotti, coinvolgendo i bambini, che hanno letteralmente infilato le mani nella pittura e decorati le pareti.  Oggi la vista sull’area è aperta, i Carabinieri da noi coinvolti assicurano frequenti passaggi, i ragazzi del vicino Liceo trovano tavoli di appoggio e posaceneri installati da noi, la parte del verde incolto, oggi disboscato, rende il luogo decisamente meno promiscuo, non si trovano più siringhe, motorini abbandonati, il ripristino del decoro ha portato la Sicurezza nel territorio, i due aspetti vanno a braccetto, l’abbattimento del degrado è una spiccata deterrenza alla promiscuità”

una zona ripresa, riconquistata e restituita alla Comunità: questo è il vero obiettivo di Retake

“perché questo avvenisse in maniera ancor più incisiva abbiamo coinvolto Acea richiedendo pressantemente che rafforzasse l’illuminazione, tre richieste su “Io segnalo”: dopo un anno finalmente hanno rimesso un secondo lampione e tagliato gli alberi che toglievano luce. Considerando che in quella zona passano anche bambini durante i nostri interventi abbiamo coinvolto Vigili del Fuoco e la Polizia Locale, grazie anche all’apporto che ci hanno dato gli scout dell’Azione Cattolica ed i minori a fine pena che sono intervenuti con gli amici di Retake Talenti-Montesacro. Tutto lo sforzo profuso ci ha portati ad un passaggio importante e lusinghiero: proprio in queste settimane sta nascendo il CdQ denominato “Giardini dell’Aniene”, ne faccio parte anche io e continueremo ad impegnarci per una zona naturale dove passano volpi, pecore, è uno scorcio selvatico che rappresenta un patrimonio collettivo per la nostra città. Anche nel CdQ ho voluto riapplicare il mio metodo processuale: oggi è chiaro chi fa che cosa, quando e con quali mezzi e la tempistica secondo la quale si proseguirà è prestabilita. Questo modo di procedere responsabilizza e coinvolge maggiormente tutti. In questo risiede anche la nostra autorevolezza e quanto più risultiamo autorevoli, tanto più possiamo chiedere”

ricordo un vostro evento con la Polizia locale

“prima di parlarne voglio dire del nostro impegno all’Asilo Alberto Sordi in Via Zanardini. Lì, insieme a genitori e bambini, abbiamo riqualificato un’area esterna alla scuola e la piazza, abbiamo anche realizzato delle aiuole. Ma non ci si può fermare lì: l’onda lunga di un evento dura al massimo due mesi, poi la gente se ne dimentica, occorre trovare qualcuno che continui ad occuparsi dell’area riqualificata, va garantita la manutenzione ordinaria. Per questa ragione con il neo CdQ “Giardini dell’Aniene” abbiamo deciso di coinvolgere i diversi Condomìni delle cinque strade di cui ti dicevo, l’accesso alla Riserva dell’Aniene che abbiamo riconquistato a Via Spegazzini va garantito nel tempo. Facciamo goal solo quando ognuno fa la sua parte e il nostro intervento determina un cambiamento strutturale, continuativo nel tempo. Come è stato anche alla Metro Rebibbia”

ricordo quell’evento, eravate nuovamente con la Angeli e partecipò anche la Raggi

“in quell’occasione abbiamo fatto i botti, pensa che siamo arrivati a raccogliere più di mille bottiglie abbandonate. Io mi infilavo dappertutto, ad un certo punto abbiamo scoperto un locale di servizio Atac impiegato dai tossicodipendenti. Un intervento istituzionale era improcrastinabile ed infatti a quell’evento ha fatto seguito la pulizia della zona retrostante all’ingresso della stazione, sono state ripristinate le strutture antincendio e da quel momento due militari stazionano costantemente lì, si vuole garantire la Sicurezza, vanno piantonate costantemente le vie dello spaccio”

ancora una volta Retake richiama all’ordine le Istituzioni

“siamo sentinelle sul territorio e in molti casi abbiamo chiaro dove vogliamo andare. Talvolta agiamo per una motivazione egoistica, guardando sotto casa, poi la nostra azione diventa altruistica, a beneficio di tutti”

che tipo di emozione porta a Te tutto questo?

“come ti dicevo, io sono un iperattivo, ho bisogno di muovermi, saltare, arrampicarmi, ho bisogno dello sfogo fisico, con la pandemia lavoro spesso al chiuso ed in maniera stanziale, mi piace lavorare all’aperto e rendermi utile. Nel mio gruppo ci sono diverse donne ed anziani, io adempio ad attività nelle quali loro non si prestano, mi piace vedere il frutto del mio lavoro. Poto, zappo, sudo, sudo tanto, voglio proprio faticare, quando torno a casa ho le braccia, le gambe, le mani doloranti e va bene così. Ai Retake mi presento con tutti i miei arnesi numerati, così posso controllare che non vadano persi, mi metto, stile lupo solitario, a ripulire il ciglio di un marciapiede, ho con me sega elettrica e sega giapponese per tagliare a filo le radici, lo faccio al massimo, voglio un risultato pieno”

fabrizio del monte

anche il tuo è stato un impegno davvero gravoso che non ha conosciuto battute di arresto

“in realtà stavo valutando di decelerare, dedicandomi alla famiglia che da poco si è allargata, voglio dedicarle del tempo e devo farlo facendo la tara tra il lavoro, il mio impegno nel CdQ Giardini dell’Aniene, l’orto urbano al quale mi dedico e le altre passioni, ma è bastata una chiacchierata con Fabio per rinnovare il mio entusiasmo ed impegno. Come gruppo Retake abbiamo in mente molti interventi, le forze in campo devono aumentare, diversamente rischiamo lo scacco o dovremmo certamente ridimensionarci, il Covid ci ha fatto perdere una quota parte dei volontari di anni fa”

e adesso me lo racconti quell’evento con la Polizia Locale?!

“ho sentito quell’iniziativa a me molto vicina anche perché sono figlio di un Vigile. Abbiamo per così dire sfruttato l’arrivo del nuovo Comandante FB presso il IV Gruppo Tiburtino di Polizia Locale, che si è subito rilevata sensibile ai nostri argomenti.  All’indomani del suo insediamento ha dovuto fare i conti con una sede poco decorosa, in alcuni punti inagibile, per nulla adeguata al ruolo di quel Corpo, è uno stabile su Via della Serenissima, si tratta di un complesso di edifici diroccati in una zona sporca, abbandonata. Inoltre c’era un altro aspetto da affrontare, andavano instaurati rapporti con il territorio, l’esigenza di creare contatti era ancor più sentita da quando è stata istituita la Polizia Locale di prossimità, a contatto con le Associazioni. Retake era l’esatta risposta a tutto questo, un anello di congiunzione con il territorio, un’organizzazione efficiente nella sua presa in cura. Quando abbiamo richiesto di poterci presentare siamo stati subito accolti. Io ho preparato una presentazione del Gruppo Retake Tiburtina nel quale ho sviluppato una mappatura delle criticità del territorio, ho evidenziato chi siano gli interlocutori più rappresentativi, quali gli interventi svolti, quali gli interventi più urgenti, l’abbiamo consegnato alla Comandante. Nel corso del confronto che abbiamo avuto è presto emersa una duplice opportunità: per la Polizia Locale quella di dar vita ad un evento congiunto per sanare l’ingresso del Comando che versava in condizioni vergognose, per noi di dimostrare nei fatti di cosa siamo capaci. Insomma abbiamo portato Retake in casa loro! In quella occasione abbiamo coinvolto Christophe con il furgone, partecipò anche il gruppo Monti Tiburtini per competenza territoriale ed Enrico Malaguti del Gruppo Torraccia, è così che l’ho conosciuto. La Comandante ha certamente rafforzato la sua autorevolezza verso i suoi agenti e dimostrato la sua sensibilità verso i bisogni dei cittadini, è stato un evento di piena soddisfazione”

ancora una volta Retake fa da sprone, da volano, accorpa frange della collettività e le muove verso un comune obiettivo, la cura dei Beni comuni, indica in questo la strada per ritrovare dignità individuale, comunitaria, istituzionale

“noi portiamo ordine nel caos, non è roba da poco.  E lo facciamo collettivamente, come un corpo unico.  Lo sai quale è stata la mia gioia più grande con Retake, che mi ha fatto sentire parte di un qualcosa di grande? Quella volta alla metro Rebibbia nella quale sono dovuto scappare via prima che venisse scattata la foto di gruppo finale. Mi ci sono ritrovato dentro ugualmente, infatti qualcuno (la nostra Antonella) ha provveduto letteralmente ad “appiccicare” una mia foto sopra al gruppo, perché figurassi anche io nel post”

fabrizio del monte