Elisabetta Carmineo

Le mie chiacchierate con voi iniziano in genere con la curiosità di sapere come siate entrati in contatto con Retake: come è andata per Te?

“io ancora prima di conoscere Retake, ho avvertito un forte desiderio di attivarmi in prima persona. Vivevo un grande disagio perché la mia casa affaccia su un parco giochi dove all’epoca esistevano dei bidoni dell’immondizia (non era ancora cominciata la raccolta “Porta a Porta”) e nonostante questo, i rifiuti venivano abbandonati sul prato o vicino alle panchine. Il parco è sempre stato molto frequentato anche di sera, soprattutto nei weekend e nei giorni prefestivi, ma ben pochi si preoccupavano di lasciare quel luogo ordinato.

Era la mattina di un giorno festivo (per la precisione il 2 giugno 2016) quando affacciandomi alla finestra e vedendo il “disastro” proprio sotto casa ho deciso di scendere in strada con guanti, scopa e paletta per provare a “Compensare chi sceglie di sporcare” (uno degli slogan che mi sono venuti spontanei poi dopo quel giorno).

Mi imbarazzava moltissimo fare quella “pazzia”, ma ero davvero esasperata e ho dovuto fare qualcosa di concreto per sanare quella situazione che era per me oramai intollerabile”

Elisabetta, avverto nella tua voce un’intonazione non proprio pugliese: quali sono le tue origini?

“io sono una modugnese DOC, ma a 11 mi sono trasferita a Milano con la mia famiglia ed ho vissuto lì fino ai 22, poi mi sono trasferita a Ferrara e ci sono rimasta sino ai miei 37 anni.”

e poi sei ritornata a Modugno?

“eh, sì, è una storia molto lunga, diciamo che sono andata laddove mi ha portato il cuore e ho dato quella che si dice una profonda svolta alla mia vita”

immagino quindi il tuo choc dopo tanti anni al Nord: esagero nel definire in questi termini il tuo stato d’animo?

“affatto, io non immaginavo proprio che la dimensione urbana della mia città potesse essere a tal punto degradata e non me ne capacitavo: a Ferrara tutto è pulito, il Verde curato. I primi anni dopo il mio ritorno in Puglia, ho subito il degrado, poi ho iniziato a CAMBIARE CIO’ CHE AVREI VOLUTO VEDER CAMBIARE…”

raccontaci meglio di quello storico 2 giugno!

“avevo con me scopa e paletta ed ero sola, se mio marito mi avesse vista scendere in strada così… mi avrebbe preso per i capelli! (ride). Da subito sono stata avvicinata da una ragazza che si è detta disponibile a ripetere un intervento di quel tipo a breve e così ci siamo date appuntamento di lì ad una settimana per prenderci cura di una rotonda piena di ortiche e di rifiuti a 100 mt da casa mia. Quella mattina, oltre a me, c’erano lei e mio cugino. Altre due persone in diversi momenti si sono unite a noi vedendo che eravamo volontari: uno ci ha mostrato come sdradicare velocemente le erbacce, un altro ci ha detto che sarebbe andato a prendere il suo decespugliatore ed è effettivamente tornato tutto bardato con tutona ed occhiali!”

Elisabetta Carmineo

un ottimo esordio!

“sì e non è finita lì: una persona che abitava in zona ci fece delle foto dall’alto e le inviò ad un Assessore di sua conoscenza che poi fece da ponte verso l’Assessore all’Ambiente Tina Luciano, in cui ho trovato una grande sostenitrice. Fu proprio lei a darmi l’idea di creare una pagina FB in modo da poter creare eventi e condividerli facilmente, esplicitando anche che ogni partecipante avrebbe dovuto essere responsabile di se stesso (all’epoca agivamo senza copertura assicurativa).

Così è nata la mia pagina FB “La mia Città è anche mia”: mi sembrava un messaggio molto esplicito che desse ragione del mio essermi attivata e che avrebbe dovuto scuotere le coscienze civiche dei miei concittadini. Attraverso il tam-tam della notizia su fb, sono stata contattata da una persona che voleva fare un evento vicino casa sua. Questo mi ha dato coraggio per continuare qualcosa che potrei chiamare… un CIRCOLO VIRTUOSO!”

ascoltarti è un vero piacere perché trasmetti molta energia e pulizia d’animo interiore: ti rispecchi?

“come tutti anche io ho avuto momenti di luce ed ombra, ma in effetti mi definirei una persona che vorrebbe “contagiare nel Bene”. Quando ero molto giovane, intorno ai miei sedici anni, posso dire di aver avuto una vera e propria conversione e mi sono avvicinata a Dio nel quale tuttora ripongo la mia fede: devo molto della mia “conversione” a mio zio Gerardo ed al Movimento dei Focolari al quale ha dato l’avvio Chiara Lubich. Certamente questa mia formazione mi ha aiutato a credere di poter sempre fare qualcosa per cambiare quello che non va.. E comunque rispetto all’attività di Retake credo di esserci arrivata perché ho sempre avuto attenzione per il riciclo e per l’Ambiente.”

sei partita come libera Cittadina sulla spinta di un’insofferenza rispetto al degrado che ti circondava e poi come sei arrivata a Retake?

“ho cercato in rete e prontamente contattato Retake Roma: quando ho compreso di cosa si trattasse ho chiesto di poter attivare un mio gruppo a Modugno. Stare sotto un cappello più grande, quello di una organizzazione strutturata, mi faceva sentire più sicura anche perché non sono mancate le critiche a mio riguardo, diversi mi accusavano di rubare il lavoro alle aziende comunali preposte”

questa è un’accusa diffusa, diversi di noi l’hanno ricevuta. Che tipo di impostazione hai dato al tuo gruppo?

“da noi c’è stata un’adesione di volontari molto intermittente, alcuni pilastri su cui contare, ma purtroppo pochi per fare davvero RUMORE. In diverse occasioni, organizziamo eventi congiunti anche con altre realtà associative come Legambiente, Plastic free e Cardo Possibile. Dopo uno dei primi eventi di abbellimento di un’aiuola ho constatato che portare la bellezza, farne vedere il risultato, crea una qualche forma di deterrenza alla maleducazione. Per cui abbiamo insistito riqualificando in tutto quattro aiuole grazie alle donazioni di piante grasse da parte dei cittadini. Certo non è un’operazione proprio liscia, talvolta le piante sono proprio bruttarelle e poi innaffiarle è un problema serio, a volte alcune cedono e le sostituiamo: si tratta di un’attività continuativa, il Verde necessita di questo tipo di impegno, le piante vanno mantenute e così occorre dar vita ad una vera e propria attività di giardinaggio. Abbiamo compreso che il ricorrere a pietre decorative, alcune anche colorate, valeva un investimento, il risultato è lusinghiero. Di queste piante ho nel cuore un aloe dai fiori rossi, abbiamo le foto di un prima e dopo spettacolare”

oltre alla tua energia arriva l’emozione..

“Retake mi emoziona perché sento di aver lasciato un segno positivo. E poi consente di incontrare persone anche speciali e tra queste ce n’è una che mi ha gratificato moltissimo, Fabrizio Milone, lo conosci?”

e chi tra noi non conosce Fabrizio?! E’ un grandissimo

“tra noi c’è stato uno scambio importante nel senso che io ho deciso di invitarlo ad una nostra raccolta a S.Spirito sulla spiaggia e quando l’ho conosciuto gli ho proposto di prendere lui le redini di Retake Bari, i ragazzi che avrebbero dovuto animarlo di fatto non facevano nulla..”

ti dobbiamo molto, quel tuo suggerimento ha fatto portare grandi frutti, hai puntato su un cavallo vincente! Sono passati sei anni dalla tua adesione in Retake: se dovessi promuovere questa esperienza verso qualcuno potenzialmente interessato che messaggio ritieni più opportuno inviargli?

“SII IL CAMBIAMENTO CHE VUOI VEDERE ATTUARE NEL MONDO” – è un pensiero di Madre Teresa di Calcutta… e va a braccetto con un proverbio ferrarese “PIUTTOST CHE NIENT, LE’ MEI PIUTTOST” … che tradotto vuol dire “PIUTTOSTO CHE NIENTE, E’ MEGLIO… PIUTTOSTO!”

Non rinunciare a fare qualcosa di BUONO, anche se resta molto altro da fare: quella piccola cosa, falla. Serve, serve tutto.

qualcuno tra i tuoi affetti ti ha seguita?

“mi hanno seguito in tanti! Marito, suocero, zii e cugini. Mio marito è stato il primo: all’inizio era come rassegnato rispetto a quello che vedeva, pur essendo una persona che apprezza il bello ed è molto ordinata, a quella situazione di diffuso degrado si era abituato. Mia figlia ci ha messo un po’ di più, ma ora è lei stessa a proporre ai suoi amici di partecipare ad un evento di Retake. Non è la sola giovane che si sia avvicinata a questo tipo di attività, anche altri sono sensibili alla questione ecologica, per lo più sono studenti universitari. A proposito, ci siamo fatte prendere la mano in questa piacevole chiacchierata, lo sai che devo andare a cucinare la cena per marito e figlia?!”

ed io devo scappare da un’Amica! Che bello ci si possa sentire così vicini in convinzioni ed intenti, grazie di cuore, spero incontrarti presto dal vivo, voi retaker pugliesi siete fenomenali e la vostra Terra un richiamo dell’anima

Elisabetta Carmineo