Cecilia Macchioni

Cecilia, sei una retaker oramai da diversi anni, come ti poni rispetto a questa esperienza?

“devo dire che sono per certi aspetti delusa, colgo un grande diffuso senso di inciviltà che non è affatto migliorato nel corso del tempo, la pressione verso le Istituzioni a me sembra non abbia ottenuto alcun risultato. Ciò nonostante due volte al mese sono lì con scopa e rastrello sotto casa mia, pulisco quando esco con il cane, lo faccio per me”

dove abiti?

“a Roma 70. Davanti casa mia c’è un’area verde adottata da un gruppo di volontari, la scorsa settimana loro tagliavano l’erba e io pulivo vicino alla rete di recinzione, è più forte di me, mi fa bene all’anima vedere pulito, ma provo anche rabbia per le condizioni in cui ci troviamo: Retake non è riuscita ad agire sulle Istituzioni, la Municipale non fa le multe che dovrebbe, io mi trovo a raccogliere le deiezioni canine degli altri che rimangono impuniti, anche in questo caso trovo che sia un fallimento. Forse non sono la migliore dei retaker, ho molti dubbi in merito a quello che si fa”

hai dubbi, ma non molli

“non lo faccio anche quando mi ostino a segnalare all’Ama, lo faccio quasi tutte le sere o poco ci manca e devo dire che nel giro di pochi giorni intervengono, almeno questo funziona”

segnalare è una quota parte dei compiti che ci siamo prefissi e quindi quello che fai è importante. Che cosa significa essere un retaker per Te?

“vuol dire avere un forte senso civico e dare il proprio contributo per far girare diversamente le cose.”

non è scontato, chi te lo fa fare?

“questo è quello che mi chiede di tanto in tanto anche mio marito; ho un certo senso del dovere: quando sabato scorso i volontari che si prendono cura dell’area verde davanti casa mia hanno organizzato un evento di pulizia del prato, io li ho preceduti nel ripulire dai resti di un bivacco, era importante preparare il terreno prima che decespugliassero, diversamente i rifiuti sarebbero stati triturati, non sarebbe stato un buon lavoro”

Cecilia Macchioni

hai messo a fattore comune la tua competenza da retaker!

“la realtà è che io non riesco a rimanere indifferente davanti allo sporco e al degrado. Degrado chiama altro degrado. Devo dire che Retake mi ha stimolato in queste forme di attenzione. Per quello che riguarda il gruppo Retake Roma Eur al quale sono più strettamente legata in senso operativo, le cose per noi non sono affatto semplici, non abbiamo avuto alcun riscontro dal territorio, c’è moltissima indifferenza, il quartiere è abitato da una popolazione per lo più anziana che non ha alcun interesse a farsi coinvolgere. Sta di fatto che, nonostante gli sforzi da noi profusi, ci ritroviamo al massimo in quattro cinque – tra l’altro nessuno di noi abita all’EUR – e con un numero così esiguo non si va tanto lontano”

come ti sei avvicinata a Retake?

“ho fatto caso ad un evento generale organizzato ad Ostia e, ad aprile 2016, ho preso parte al mio primo Retake a Via Baldovinetti nella piazzetta del Carrefour: abbiamo trovato una situazione indecente e lavorato molto duramente quella mattina, tanta fatica per poi ritrovarsi da capo a dodici a distanza di poco tempo. Il Carrefour non prende in cura la sua pertinenza, ritiene che il problema non sia suo e così tutto è rimasto immutato. Quel giorno io ci ho dato giù, mi avete notato per questo e mi avete subito consegnato la pettorina ed invitato ad una vostra “cena di lavoro” quella sera stessa, insomma quello è stato il giorno del mio ingresso ufficiale. Quel primo evento mi era piaciuto, ho avvertito vitalità e voglia di fare, insieme. A Via Baldovinetti siamo poi ritornati altre volte, per togliere adesivi e rimuovere diverse tag.  Ho cercato anche di coinvolgere mia figlia Elisa; poi lei si è spostata per motivi di studio, anche all’estero e lì ha capito che Roma è irrecuperabile, manca un senso civico forte su cui bisognerebbe fare molto di più, le Istituzioni per prime.”

parli con un senso di diffidenza e frustrazione e io so che in realtà quando ci sei non demordi, mi ricordo la tua caparbietà quando andammo al Palazzo della Civiltà del Lavoro

“anche in quel caso fu un lavoro pazzesco, era con noi anche un gruppo di Scout, abbiamo radunato un tale numero di sacchi da farne una piramide che ci sovrastava, abbiamo una foto che la dice lunga.”

le imprese all’Eur in otto anni di attività sono state diverse

“certamente quando siamo stati all’Archivio di Stato e in particolar modo all’esterno del Museo della Civiltà romana, era un due giugno, una giornata caldissima, siamo ricorsi a delle doccette da campeggio che per fortuna avevamo con noi per trovare un po’ di refrigerio, ma anche lì la situazione è drammatica, è un luogo di pesante bivacco notturno, lo scenario costante è quello di un tappeto di vetri, sono le bottiglie che i ragazzi si divertono a lanciare contro i muri di travertino e la Polizia non interviene come dovrebbe. Quella fu comunque una bella mattinata perché tenemmo a battesimo i neo nati gruppi Tre Fontane Tintoretto e Casal fattoria”

Cecilia Macchioni

quella stessa mattina fu la prima volta in cui si unì a noi Ottorino, nel primo dei suoi tantissimi Retake da itinerante: anche Tu nel tempo hai offerto il tuo apporto in diversi siti lontani dalla zona in cui abiti

“io sono stata più volte al Tintoretto, una volta anche a Garbatella per il Centenario dove abbiamo ripulito una scalinata e la fontana centrale, a luglio di qualche anno fa partecipai ad un fantastico Retake a Largo Argentina. In un parco di Roma 70 abbiamo ripulito una bella oasi verde, purtroppo abbandonata da anni dal Servizio Giardini, nella quale c’erano cinque cestini porta rifiuti, alti almeno un metro. Svuotarli è stato vomitevole: abbiamo trovato di tutto, persino un lampadario, c’era anche spazzatura domestica abbandonata dalle persone, nonostante le ripetute segnalazioni rivolte all’Assessore all’Ambiente e al Municipio, di quell’operazione non posso dimenticare la fortissima puzza! Abbiamo prodotto un gran numero di sacchi che io sono riuscita a far portare via chiedendo supporto al CdQ. I cestini sono ancora lì, accantonati lungo un muro perimetrale.

Devo dire che negli ultimi due mesi qualche cambiamento sul verde si è visto, almeno nel mio quartiere, il Servizio Giardini è venuto a tagliare l’erba e a potare le piante una prima volta a dicembre ed è poi ripassato proprio qualche giorno fa, non si era mai vista una distanza così ravvicinata. Certo, non ha fatto un lavoro curato, perché ha decespugliato senza rimuovere preventivamente i rifiuti, adesso è tutto coperto dai resti infinitesimali di carte e plastiche: prima o poi dovrò trovare un po’ di tempo per raccogliere quello che non è stato fatto prima da chi per fare questo servizio è appositamente pagato.”

la seconda volta in cui siete andati nella tua zona è quando rimetteste a nuovo quella cabina Acea? era stralucida!

“sì. È stato un grandissimo lavoro, quella cabina era ritornata come nuova, io a distanza di tempo ci sono ripassata per staccare dei nuovi adesivi, è ancora abbastanza integra, seppure con qualche tag”

mesi fa hai scritto un post nel quale ci informavi con un certo orgoglio di un vostro prossimo evento

“ci abbiamo lavorato a lungo, è un’occasione che ci è stata suggerita dal gruppo Camminando per l’Eur del quale io faccio parte da tempo. A luglio scorso l’Amministratrice di quel gruppo mi ha contattata perché aveva piacere di coinvolgere le persone aderenti a quel contesto in attività sociali e le sembrava che un evento con Retake potesse essere una buona occasione per sensibilizzare chi gravita per diversi motivi nel quartiere.  Abbiamo unito le nostre forze ed abbiamo riqualificato il tratto di strada compreso tra Viale Europa e Viale Tupini. E’ stato un evento molto partecipato, eravamo una trentina, la dimostrazione che insieme si può e si può fare molto. Credo che a breve replicheremo, la volontà c’è e fare insieme è sicuramente molto stimolante”

Cecilia Macchioni