Aleandro Pasin

Aleandro, come hai incontrato Retake?

oramai quattro anni fa, avevo bisogno di uscire da una profonda crisi personale, poco tempo prima avevo perso mio padre e ho dovuto anche fare i conti con una separazione matrimoniale, “dovevo uscire dall’angolo”, dovevo uscirne impegnandomi per gli altri, dare un segno di discontinuità e volevo andare oltre l’approccio egoico, sentivo di dovermi assolutamente attivare.  Così in fb avvicinai la realtà di Retake e mi parve subito chiaro che quella opportunità poteva farmi mettere all’opera per un bene collettivo, mi consentiva di offrire una quota parte del mio tempo libero e le mie competenze. L’esordio nel gruppo fu  in una fredda ma assolata mattina del febbraio 2017, questo dà la misura di quanto fosse forte in me il desiderio di rivalsa, di riscatto da una parte di me che era stata piuttosto autoriferita e che volevo buttarmi alle spalle nel dedicarmi agli altri

come sei stato accolto dal gruppo?

ho avuto la fortuna di fare subito la conoscenza di tre donne speciali che, insieme, costituiscono quello che io chiamo un Trimurti, Brahma, Visnù e Siva.

Alessandra Ronchi volitiva e ipocondriaca, realista ma con una convinta Fede, a volte ruvida nei modi e diretta nell’esprimersi ma conciliante, una persona capace di mantenere la giusta distanza con le Istituzioni e con le persone, a me piace perché non ha sovrastrutture o sembra non averne.

Le due fulve valchirie, Giulia e Loredana, sono altrettanto speciali, Giulia è timida, lunare, molto sensibile e attenta al mondo della natura, sovraintende alla logistica, è lei che come una maga celtica rimesta nei colori dall’olezzo mefitico, Loredana è ironica, dote rara nelle donne, acuta e quindi particolarmente intelligente, informata, preparata

Io intravedo in lei, il motivatore, lei sa spingere i tasti giusti.

Aleandro Pasin

insomma sei stato accolto nel migliore dei modi!

assolutamente sì, adesso ogni volta che raggiungo il gruppo capisco al volo che cosa io debba fare, molto spesso non abbiamo neanche bisogno di parlare tra noi, ci coordiniamo naturalmente, arriviamo e attacchiamo silenziosamente a lavorare. Io sono un hobbista, amo sverniciare, verniciare, riqualificare gli arredi urbani, posso fare il pittore. Pur non avendo un grande rapporto nella gestione del Verde, mi presto a fare il caricatore/raccoglitore di quanto viene decespugliato, in quel caso vado a supporto, faccio il lavoro del mulo e va bene così. Io ho scelto di vivere un’esperienza donativa, non ho problemi a definirla un’attività assimilabile alla somma di tanti gesti d’amore, per me quello che noi facciamo sono atti di amore. Tuttavia, nel tempo, questa propensione è in qualche misura cambiata..

spiegaci bene in che termini

io sono convinto che la maggior parte delle persone che fanno volontariato abbandonano l’ideale di farlo per gli altri e il loro impegno diventa rivolto a se stessi, la motivazione diventa l’amore per sé, per la soddisfazione di se stessi. Questo è esattamente quanto è accaduto anche a me. Io voglio esportare il modello di gestione della mia casa alla strada, voglio che sia ordinata, pulita e funzionale negli stessi termini della mia abitazione, penso alla strada come ad una estensione della mia casa, non deve esserci soluzione di continuità, desidero che non esista contrasto tra queste due dimensioni. Impegnarmi in questo mi riempie di soddisfazione

che rapporto hai con la strada?

io sono cresciuto ad Ostia e quindi in mezzo alla strada, noi “romani palmati” siamo dei veri privilegiati, abbiamo il mare, e ci abbandoniamo all’ombra accogliente della Pineta, certo la strada per me è stato uno scenario importante, io sono una persona empatica, aperta, sociale, amo il contatto con le persone. Il mio approccio rispetto all’impegno sia nel Lavoro che nei Retake è l’ironia, la leggerezza, queste mi consentono di operare con disinvoltura, e senza affaticarmi e in modo creativo, non credo che l’autorevolezza si misuri nella seriosità del comportamento. Approdiamo a Retake con la mal celata velleità di salvare il mondo, ma in verità la motivazione/motore è salvare noi stessi impegnandoci costantemente ad amarci ad ogni nostro gesto. La permanenza in Retake è direttamente proporzionale all’amore che abbiamo per ciò che facciamo, indipendentemente dalla durata dell’oggetto di riqualificazione.

Aleandro Pasin

tu sei assiduo nei Retake del tuo gruppo eppure ti sei ritagliato un ruolo, se così si può dire, piuttosto defilato

è vero, sono un gregario, ma un conto è sceglierlo, un altro non avere i numeri per essere un Alpha, desidero farmi strumento, desidero non pensare e risolvere il problema contingente, è la mia risposta al chiacchiericcio mediatico/politico. Da giovane ho militato in una sezione politica.. che dire? il “vuoto pneumatico”. Non smetterò mai di assuefarmi al comportamento e alla mentalità dei miei connazionali rispetto al loro habitat, la maggioranza degli italiani è gente annichilita, arresa, io molto semplicemente desidero portare un po’ di cura, attenzione, dignità estetica a ciò che è oltre il mio uscio. A giorni mi occuperò della gestione di alcune panchine, già so che le carteggerò e le pitturerò al meglio che posso e quando le rimirerò me ne compiacerò tanto quando faccio uno dei miei lavori di restauro.

che visione complessiva hai del movimento?

la mia: per me Retake è un movimento solare, agile che chiama ad un impegno non vincolante o almeno questo è il peso che intendo dargli io, non voglio crearmi aspettative, teke it easy.

hai preso parte anche a dei Retake generali

sì, sono stato allo stadio Flaminio – lo ricordo bene perché in quella circostanza fu rinvenuta persino una pistola – a San Paolo dove andai anche con mio figlio e di recente anche in trasferta a Napoli e Milano. Io ci credo e mi diverto, basta così?!

Aleandro Pasin