Emanuela Fiorenza

A raccontare per intero che cosa e quanto e di qualitativo Emanuela Fiorenza abbia fatto dentro Retake ci vorrebbero tre interviste.. Emanuela, un autentico vulcano, ha incontrato Retake nel 2015 e ha subito saputo coglierne le molte declinazioni diventando una brillantissima ed attivissima Admin del Terzo Municipio. Una su tutte, a lei dobbiamo il format delle Olimpiadi per bambini, una efficace modalità ludico pedagogica di educazione ambientale, spesso presente nei nostri eventi, che ha intrattenuto negli anni centinaia e centinaia di bambini romani e di altre Città.

D: Faccio un salto cronologico e ti incontro al momento dell’avvio dell’esperienza con Guscio di Noce, un’Associazione che promuove l’inclusione sociale di ragazzi con disabilità psico sensoriale ed autismo

R: Sì, nel giugno 2018 prende l’avvio un’esperienza che ha dato corpo ed anima anche agli obiettivi di inclusione sociale di Retake: le premesse teoriche erano affini, poi si è trattarlo di viverle. Io l’ho fatto con molta semplicità. Non ho mai vissuto la relazione con questi ragazzi come uno sforzo di accettazione della loro diversità e disabilità. Per me le loro debolezze o difficoltà sono assimilabili a quelle di qualsiasi persona. Non vedo una grande differenza tra loro e una persona distratta o timida ad esempio. Mi sono posta nell’ottica di stare con loro e di considerarli esclusivamente come persone. Di imparare ad osservare il dettaglio come loro fanno più spiccatamente della norma. Di rallentare come a loro si confà. Di gioire di una piantina piantumata, piuttosto che di tre aiuole. Non ho in alcun modo preteso di lavorare per obiettivi quanto di stare in contatto. E questo approccio basico mi ha regalato molte sorprese ed emozioni. Dal semplice stare in contatto è arrivata nel tempo anche la comunicazione tra noi

Emanuela Fiorenza

D: avete lavorato tanto insieme, sono quasi passati tre anni e il vostro sodalizio è molto stretto. Che segno avete lasciato alla collettività?
R: A noi si sono uniti nel tempo retaker da tutta Roma e anche cittadini stranieri, una neozelandese, in particolare, ha lavorato con noi per sei mesi consecutivi. Tra le varie attività ci siamo presi cura di un chilometro e mezzo di pista ciclabile (n.d.r. dal Ponte Nomentano) curandone il verde laterale e facendo lunghe camminate. Si trattava di Retake piccoli che abbiamo però sempre concluso, di attività spesso ripetitive che sono quelle connaturate ai ragazzi, sono per loro fondamentali sul piano psicomotorio.

D: quale è stata la considerazione di questa esperienza da parte dei genitori dei ragazzi?
R: ne sono entusiasti al punto che ci hanno richiesto di organizzarci per un secondo giorno infrasettimanale, per alcuni ragazzi questo tipo di attività si è rivelata più efficace di altre laboratoriali, sono stati loro stessi ad esprimere questo desiderio

Emanuela Fiorenza

D: Beh, non potevi avere apprezzamento più lusinghiero di questo. Una Città a misura della Persona è quindi possibile?
R: Io mi adopero con convinzione per concorrere a costruire una Città accogliente per tutti: l’anziano, il bambino, i ragazzi, chi desideri camminare, chi andare in bici, chi sedersi su una panchina e naturalmente che possa essere ancor più accogliente per le categorie fragili

D: ad un certo punto tu e i tuoi ragazzi vi siete imbattuti in un percorso di sottopassi eufemisticamente accidentato.. hai mai pensato che proprio loro potessero non essere i giusti compagni con i quali proseguire?
R: Assolutamente no. Quello che ci si è parato davanti nel tratto di confluenza tra l’Aniene e il Tevere non era certo un belvedere, ma avevo già visto che, insistendo negli interventi, aree ad altissimo tasso di degrado possono cambiare volto e natura

D: a cosa ti riferisci?
R: nel febbraio del 2020 scoprimmo che sotto il Ponte delle Valli discariche abusive ed insediamenti Rom avevano determinato uno scenario orribile che rendeva quel posto impraticabile. L’area è Riserva naturale Valle dell’Aniene e l’Ama non entra e se lo fa è in extra Tari: di fatto nessuno vuole sobbarcarsi la spesa. E’ stata forse la prima volta in cui ho sentito la forza del Fiume e ho voluto fare altrettanto, lasciarmi trasportare senza pormi troppe domande, proprio come fa lui…

D: con chi hai agito in quell’occasione?
R: Il gruppo di quartiere Operazione fai da te, Insieme per L’Aniene e gli Scout hanno collaborato con noi retaker a rimuovere la montagna di rifiuti anomali, i più disparati, e a portarli in un punto convenuto con Ama. Si è trattato di un lavoro lungo e molto faticoso che abbiamo vissuto con ilare determinazione.. ricordo risate davvero pazzesche che davano la misura della vitalità dilagante che si stava spargendo tra noi! A bonifica effettuata abbiamo presto compreso che quel luogo era a rischio, non poteva essere delimitato, né occupato, doveva piuttosto essere contrassegnato da valori comunitari

Emanuela Fiorenza

D: che avete fatto ancora?
R: prima di tutto andavano impostati dei rapporti costruttivi con i Rom che continuavano a frequentarlo. Uno dei passaggi più importanti è quando li abbiamo invitati a rimuovere altri rifiuti con noi e lo hanno fatto. Poi con risoluta dolcezza li abbiamo indotti a comprendere che quel posto non era il loro e dovevano rispettarlo a beneficio di tutti. In quell’occasione ho toccato con mano la crucialità della nostra Rivoluzione gentile…

D: quando è che avete creato l’area Fitness?
R: l’Area Fitness Parenzio è ufficialmente nata quando abbiamo pensato di scandagliare nell’antichissima storia di quella zona e abbiamo appreso che Parenzio è l’antico nome del fiume Aniene che successivamente è stato chiamato così perché la leggenda narra che Anio, Re etrusco, annegò nelle sue acque per salvare la figlia. In tempi di Covid la parte coperta del Ponte ha offerto ricovero anche sotto la pioggia a cittadini desiderosi di fare attività motoria, un traguardo difficilmente immaginabile pochi mesi prima. Si era fatto subito chiaro che quel luogo non poteva essere presidiato 24h su 24, era necessario portarci attività che a loro volta incentivassero le persone a frequentarlo

Emanuela Fiorenza

D: quanto conta per Te la conoscenza di un territorio perché si arrivi ad averne maggiore rispetto?
R: Tantissimo, come anche lasciare poetiche tracce di appropriazione da parte dei Cittadini. Al Ponte delle Valli abbiamo trascritto su una tavoletta la leggenda del Fiume Aniene, una poesia di Grazia Deledda, realizzato indicazioni colorate sui percorsi, abbiamo posizionato alcune creazioni di ceramica realizzate dai ragazzi di Guscio di Noce, foto di film del Neorealismo che sono stati girati lì, lasciato segni e suggestioni che quel luogo era uscito dagli inferi.. e adesso le persone ci vanno!

D: mi colpisce come tu agisca in maniera quasi istintiva, morbida e fiduciosa e poi sia capace di progetti di grande respiro
R: Ritorna quel mio fluire che dicevamo.. in effetti al Ponte delle Valli posso dire che sia nato un Museo diffuso, non credo sarei stata capace di realizzarlo a tavolino, è davvero venuto da sé, sull’onda di un grande entusiasmo e molto impegno.

D: E allora torniamo ai sottopassi: dopo quello che di clamoroso hai raccontato del Ponte delle Valli le tue spalle sono piuttosto forti per fronteggiare un’altra sfida..
R: sì. Quella della riqualificazione dei sottopassi alla confluenza del Tevere e dell’Aniene è un obiettivo importante sotto il profilo urbano perché consentirebbe di raggiungere in sicurezza ben quattro fermate di autobus. L’attuale situazione di fortissimo degrado porterebbe a vederla come una grossa sfida, eppure io non la vivo così. Lavoreremo anche su sentieri ricchi di vegetazione, il passo che voglio darmi è quello lento dei ragazzi. Così come quello dell’osservazione del dettaglio dalla quale nasceranno idee di valorizzazione. Voglio anche in questa occasione rafforzare il contatto con gli elementi naturali, l’aria, il sole, voglio riaffermare il valore del godere delle belle canzoni.. Voglio stare in contatto con tutto quello che verrà senza pormi obiettivi performanti

Emanuela Fiorenza

So che presto saranno in tanti a lavorare tutti insieme per riconquistare quella zona: i ciclisti hanno dato a quel tratto il nome di Tiber Anio e gli appassionati di Urban Trekking hanno già inserito nei loro circuiti l’anello tra Aniene e Tevere. Tante associazioni culturali come l’Osservatorio di Sherwood si sono animate per questo progetto comune perché si presta alla divulgazione e alle passeggiate di promozione del territorio. Sono certa che anche altri soggetti si uniranno e che lì continueranno a confluire altre energie creative e benefiche. La storia continua: in quel tratto da secoli e secoli ne è stata scritta tanta, come attestano moltissime leggende romane, noi scriveremo un’altra piccola radiosa pagina e i ragazzi di Guscio saranno in prima linea.

D: ascoltarti e seguirti sul campo è talmente appassionante che, come sempre, non mi perderò una sola…ondata!