di Paolo Aruffo
Saranno 41mila i cassonetti, con nuova colorazione, in arrivo a Roma entro il 2023. Intanto, però, la Raccolta Differenziata è sostanzialmente ferma. Ecco qualche dato.
La Raccolta Differenziata “questa sconosciuta”, verrebbe da dire. Ma andiamo con ordine. Nelle ultime settimane è stato avviato il nuovo piano di sostituzione di tutti i cassonetti stradali di Roma. Dal XIV municipio in poi, in applicazione della normativa europea che impone una diversa colorazione ai contenitori della Raccolta Differenziata, si proseguirà su tutto il territorio fino ad arrivare a 41mila nuovi contenitori stradali entro il 2023. I nuovi colori saranno quindi: giallo per plastica e metalli, blu per la carta. Resterà la stessa colorazione, invece, per gli scarti alimentari e organici (nel contenitore marrone), per il vetro (nel contenitore verde) e per l’indifferenziato (nel contenitore grigio). “I nuovi contenitori andranno a sostituire un parco cassonetti che, nella maggior parte dei casi, risale a 15 anni fa, dando ai cittadini un segnale tangibile degli investimenti messi in campo da AMA grazie al piano di risanamento appena approvato”, ha dichiarato l’Assessora ai Rifiuti e al Risanamento Ambientale Katia Ziantoni.
Tuttavia, ci sono anche altri numeri che non possono essere ignorati. Parliamo di quelli della Raccolta Differenziata. Stando a quanto riportato dal Rapporto Rifiuti Urbani 2020 dell’ISPRA, il quale si riferisce ai dati del 2019, la situazione nella Capitale non è delle migliori. Cos’è emerso? A livello nazionale vi è stato un miglioramento pari al +3.1% di differenziata. Si è raggiunto dunque il 61,3% della produzione nazionale (dal 2008 la percentuale risulta raddoppiata). Andiamo ora a vedere qualche dato specifico, partendo proprio dalla Città metropolitana di Roma Capitale che è al di sotto della media nazionale e cioè al 51,2% con il Comune di Roma che è a 45,2%. Milano è al 67,4%, Firenze 64,8%, Napoli al 47,0% mentre Palermo è la peggiore con il 29,0% (Per approfondire: https://www.isprambiente.gov.it/files2020/pubblicazioni/rapporti/rapportorifiutiurbani_ed-2020_n-331-1.pdf).

E se dal 2011 al 2019 nel nostro territorio si è registrato un più che raddoppiamento della raccolta differenziata, sembra che negli ultimi due anni non siano stati compiuti grandi passi in avanti. Al momento l’ISPRA non ha pubblicato alcun rapporto, dovremo infatti ancora attendere per quello sul 2020. Tuttavia Legambiente Lazio ha pubblicato dati inediti della differenziata a Roma riguardanti il primo trimestre del 2020. Si parla del 44,9% a Roma mentre Ama la attestava al 45,3%(presumibilmente in tutto l’anno 2020), sostenendo che fosse un dato “sostanzialmente in linea rispetto a quello dell’anno precedente“. Ma la situazione varia da Municipio a Municipio. Sempre Legambiente ha evidenziato, ad esempio, che il territorio più virtuoso è quello del IX Municipio dove la quota di differenziata ha raggiunto il 69% mentre le frazioni gestite con i cassonetti a livello domiciliare, o condominiale, si attestano sull’87%. Segue immediatamente dopo il limitrofo Municipio X che ha una percentuale di differenziata pari al 64,5% e che riesce a garantire il servizio pap al 70% dei propri abitanti. Percentuali basse (sotto il 40%) invece nel I, II, V, XV.

La stessa Azienda municipalizzata, proprio di recente (il 30/07) ha pubblicato una nuova nota: “Nel primo semestre del 2021 la raccolta differenziata a Roma ha raggiunto la percentuale media del 46,15%“, si legge sul sito. Insomma, possiamo senz’altro dire che c’è molto ancora da fare e che va fatto subito. La raccolta differenziata è infatti uno degli step fondamentali attraverso cui si misura la grandezza di una città: di chi la gestisce e di chi la vive.

E chi la vive siamo soprattutto noi cittadini, che abbiamo la possibilità ogni giorno di fare qualcosa per o contro la nostra città. Siamo noi a deciderlo con piccoli gesti quotidiani. Ricorda in primo luogo la regola delle 3R: Riduci, Riusa, Ricicla. Poi, alcuni semplici e corretti modi di differenziare:
– Carta: 
  • I cartoni vanno piegati ed inseriti nel cassonetto. Così facendo si occuperà meno spazio, aumentando quindi la quantità di carta/cartone che si può conferire.
  • Tutta la carta abbandonata fuori dal cassonetto finisce nell’indifferenziato, con la crisi climatica in corso non recuperare la carta è un gesto “criminale”.
  • Ancora si vede tanta carta, contenuta in una busta di plastica, conferita nei cassonetti. Cosa c’è di poco chiaro nella frase “Solo Carta” ?
– Vetro:
  • Nei raccoglitori per il vetro vanno conferiti solo bottiglie o vasetti. NO ASSOLUTO a lampadine, ceramica, bicchieri rotti, l’inserimento di questi oggetti, per via del contenuto di piombo presente, rischia di vanificare tutto il raccolto di una campana.
  • Anche in questa raccolta si rileva molta presenza di sacchetti di plastica, questi non devono essere inseriti nelle campane, mai.
– Indifferenziato:
 
 Uno dei problemi della raccolta indifferenziata è la tanta presenza dell’organico che ovviamente rallenta tutto il processo e creando percolato, difficoltà di trattamento. Nel 2021 non può essere difficile frazionare la componente organica ed inserirla negli appositi contenitori di colore marrone.
Fake News:
No, non è vero che poi si mischia tutto, la raccolta differenziata si fa. Per questo è vitale conferire in modo adeguato, facciamo il nostro perchè è fondamentale iniziare da qui. Solo #insiemesivince.