di Arianna Cacciotti

Fonte: web
Ecco come stiamo immaginando di trasformare la zona dell’Acquedotto Alessandrino: i dettagli

Dopo aver viaggiato per mezza Europa nello scorso episodio, torniamo al tratto dell’acquedotto Alessandrino che ci interessa per il nostro progetto, quello compreso fra viale Palmiro Togliatti e Via dei Pioppi. Bisogna prendere coscienza del fatto che oggi questo tratto, purtroppo trascurato, rischia di scomparire sotto il peso del degrado e dell’incuria. Ma non deve essere così.

Immaginate un futuro diverso: ad esempio, un percorso pedonale e ciclabile che corre accanto agli archi millenari, spazi verdi curati, illuminazione discreta che valorizza ogni tratto dell’antico acquedotto. E ancora, eventi culturali e visite guidate che raccontano la storia e restituiscono dignità a questo monumento. Potrebbe diventare un luogo di incontro per i cittadini, un polmone verde in una delle aree più densamente popolate della città.

Come possiamo trasformarlo?

Attraverso un progetto che unisca la cura del verde, il restauro conservativo degli archi, la valorizzazione turistica, in concerto con le Istituzioni, e il coinvolgimento delle scuole e dei residenti. Un piano possibile, capace di portare nuova bellezza senza snaturare l’autenticità storica del luogo.

L’Acquedotto Alessandrino non è solo pietra antica: è memoria, identità, futuro.

Insieme possiamo salvarlo e farlo risplendere ancora. Per questo il Retake Day di quest’anno sarà dedicato a questo luogo. Ci vediamo a piazza San Felice da Cantalice il 25 maggio, per una mattinata all’insegna dell’amore per la nostra città.