vicenda geco

In un momento molto complicato della vita della città e dei suoi cittadini, ieri abbiamo avuto la notizia della denuncia a piede libero da parte del Nucleo Ambiente e Decoro di Geco, noto per aver realizzato migliaia di scritte su muri e strutture cittadine, a Roma e non solo. La notizia ha sollevato un fronte di polemiche, tra oppositori e sostenitori.
Ha vandalizzato muri e perpetrato reati per alcuni, o esercitato un suo diritto, per altri.

Oggi c’è la possibilità di coinvolgere in un percorso di collaborazione virtuosa i cittadini e le istituzioni nel realizzare delle aree che possano essere dedicate alla street art e nel codificare un quadro regolamentare che permetta di esercitare questo tipo di iniziative.
Retake Roma ha da tempo avviato delle collaborazioni e iniziative con molti artisti per integrare le loro opere nel contesto urbano, storico e culturale, della nostra città. Da Torraccia a Tor Marancia a San Basilio l’aspetto del paesaggio urbano è stato modificato attraverso progetti realizzati con il coinvolgimento di artisti e delle comunità dei residenti; ognuno di essi è un esempio di come si possa coniugare l’espressione artistica col rispetto dello spazio pubblico.

All’opposto, la vandalizzazione di spazi urbani, mercati, opere archeologiche, scuole, mezzi pubblici rappresentano, oltre che un reato, qualcosa di molto grave dal punto di vista culturale: l’appropriazione violenta dello spazio pubblico, ovvero di ciò che appartiene a tutti i cittadini.

Riteniamo che Geco ricada in questa seconda tipologia, è un bene che sia stato identificato e indagato dal Nucleo Ambiente e Decoro della polizia di Roma Capitale, che ringraziamo per il lavoro svolto.
E’ altresì urgente che l’iter processuale faccia il suo celere percorso, anche per il carattere simbolico della sua attività, che lo ha messo in grado di agire in libertà per anni, con un raggio di azione impressionante.

Continueremo dunque a far sentire la nostra voce a supporto di chiunque voglia esprimere la propria arte in un contesto di arricchimento della comunità in cui si colloca e delle leggi che regolano la nostra società, ma anche a rappresentare il nostro dissenso e totale avversità per chiunque continui a vandalizzare le nostre città, nonché a lavorare sul territorio, con le amministrazioni e le istituzioni perché certe manifestazioni di indecoro e violenza urbana trovino sempre meno spazio e facilità di attuazione, come nel recente passato.

(Questa è la dichiarazione che abbiamo fatto al quotidiano Open)

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