Retake continuerà a fare la propria parte per Roma.

Prima di tutto, è una buona notizia che il recupero della cura della città sia la priorità del governo della Capitale. Come da anni cerca di dimostrare Retake, la condizione degli spazi urbani non è infatti una questione estetica ma attiene alla vivibilità della città e alla dignità dei Romani e visitatori. Roma si trova in una situazione di emergenza (dovuta a servizi scadenti e allo stesso tempo a scarso senso civico dei romani) e deve invertire la tendenza, con azioni straordinarie nel breve termine e con un piano strutturale e complessivo a più ampio spettro. Insomma, una soluzione rapida ma anche un piano per non indietreggiare.

Cosa non può mancare, dunque, nel piano di recupero della pulizia?

  • Installare 10000 cestini. Buttare per strada una cicca, così come una cartaccia è un gesto inaccettabile. Dobbiamo evitarlo in tutti i modi unendo sanzioni (consigliamo al Sindaco di chiedere alla polizia quante multe per abbandono di cicche ha irrogato nell’ultimo anno, praticamente prossimo allo 0) e facilità nel conferire correttamente i rifiuti. Per questo chiediamo di installare cestini in prossimità di luoghi in cui è più comune l’abbandono, a partire dall’entrata di metro e fermate dei bus.
  • Ripristinare il servizio di diserbo. In attesa del maxiappalto centralizzato, serve gestire la situazione emergenziale, in cui il mancato sfalcio comporta l’inaccessibilità dei marciapiedi, tramite affidamenti ponte.
  • Spazzare le strade. C’è un metodo semplice ed efficace: ripristinare divieti di sosta periodici. In questo modo si svuotano le strade dalle macchine abbandonate o indefinitamente parcheggiate e soprattutto si puliscono in profondità cigli delle strade e marciapiedi.
  • Pulizia tombini e caditoie. Ogni giornata di pioggia riempie la città di laghi laddove il sistema fognario non riesce a incanalare l’acqua piovana a causa di rifiuti e detriti. Va previsto un sistema di prevenzione di tali fenomeni
  • Ripristinare gli arredi urbani. Cassonetti, cestini, parapedonali, banchine bus, pali, ecc sono lo specchio dei servizi di base al cittadino. Basta ruggine, segnali stradali decadenti, adesivi e manifesti, e tutto ciò che causa un senso di abbandono a chiunque si trovi a camminare per le strade di Roma.
  • Cancellare le scritte vandaliche. A Roma non esiste dal 2016, con l’entrata in vigore del nuovo contratto di servizio di AMA, alcun servizio ordinario di cancellazione da tag che troviamo su qualunque tipo di superficie. Da dove ripartire? Dagli edifici pubblici e dalle grandi strade consolari. Il Comune deve dare l’esempio partendo da ciò che è proprio: uffici comunali, asili, case popolari devono essere puliti sia utilizzando risorse in house (dove sono finite le vecchie idropulitrici di AMA?) sia con affidamenti esterni. Inoltre, serve applicare il regolamento edilizio che prevede che siano i condomini a dover provvedere alla cura delle proprie pertinenze stimolando una presa di responsabilità di tutti verso il proprio e verso la città tutta. Va fatto e va fatto subito

E Retake? Retake continuerà a fare la propria parte per Roma. Non certo aiutando sul campo le operazioni di pulizia, che spettano a chi deve gestire i servizi, ma sensibilizzando i romani su un principio semplice: siamo prima di tutto noi cittadini a dover tenere pulita, o almeno a non sporcare, la città che ci appartiene.