app retake

Roberto, a beneficio di chi ancora non ti conosce bene, vorrei presentarti come retaker

“circa quattro anni fa, all’inizio del 2018, ho letto una locandina affissa all’ingresso del mio condominio – io vivo tra Portuense e Casetta Mattei – pubblicizzava un evento Retake a Piazza dei Floridi: ho deciso di andare coscientemente perché avevo già sentito parlare di Retake Roma. Gianni Romano è stato il primo retaker che ho conosciuto e negli anni ho continuato a prendere parte agli eventi da lui organizzati”

in realtà ti ricordo impegnato anche al di fuori dell’area nella quale vivi

“ogni volta che ho potuto ho dato il mio apporto anche a Retake lontani da Corviale, sono andato a Muratella, Mattia Battistini, Aurelio, Pisana, Colle Oppio, Garbatella, Testaccio, ma non mi è frequentemente possibile, spesso sono impegnato tra i miei nipoti e il lavoro”

so che hai a lungo lavorato nel settore no profit

“sempre, sono stato per trentotto anni all’UNICEF Italia, verso la fine della mia attività lavorativa anche come Direttore Generale per tredici anni e una volta uscito da UNICEF ho continuato ad occuparmi da consulente di Comunicazione e raccolta fondi attraverso una Azienda di Roma (Commongrounds srl) per WWF, Telefono Azzurro, Opera San Francesco di Milano, AIRC e diverse altre.”

a Retake hai anche offerto la tua consulenza per una prima organizzazione della nostra rete nazionale, fai parte del Team Comunicazione e a te dobbiamo lo spunto di dotarci di una APP: ancor prima di parlarne, vorrei ci spiegassi perché ritieni possa essere utile alla nostra organizzazione

“ho dato questo suggerimento a Claudio Zamboni che mi ha coinvolto per un confronto migliorativo della nostra Comunicazione soprattutto in termini di efficacia dei nostri interventi. Si doveva fare uno sforzo per passare da un esclusivo, e molte volte generico, racconto qualitativo delle nostre attività sul territorio a resoconti dove le quantità potessero emergere con tutto il loro peso ed evidenza. A mio avviso utilizzando tra tutti i gruppi Retake un unico strumento di raccolta dati e informazioni, potremo determinare una nuova interattività tra le organizzazioni dei Cittadini e l’Amministrazione. Non si tratta di abbandonare il racconto appassionato e culturalmente di sostanza dei nostri eventi, ma si tratta di renderli più incisivi e di sicuro impatto: la APP è certamente lo strumento più idoneo per raggiungere questo obiettivo”

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in diversi dobbiamo essere ancora alfabetizzati rispetto a questo strumento: puoi aiutarci a comprendere quali sono i plus che potrà apportare?

“faccio una premessa: l’elemento fondamentale di un’organizzazione del Terzo Settore per poter crescere e, contemporaneamente, farsi conoscere dalle Istituzioni pubbliche e private, dalle potenziali aziende sponsor, dalle altre organizzazioni, dai media tradizionali e digitali e dai singoli cittadini,  è quello di presentare un Bilancio Sociale o, meglio ancora, un Bilancio di Missione che possano dar conto, oltre ai risultati economici (importanti ma non essenziali),  qual è l’efficacia della propria azione, come sta cambiando la realtà e la cultura civica della città grazie alla presenza di Retake e alle “quantità” che si riescono ad attivare. Si deve poter attestare quantitativamente il coinvolgimento di volontari, Associazioni, esercenti commerciali, Aziende. La APP potrebbe consentire la misurazione di diversi parametri: pensiamo al numero dei partecipanti, attraverso la loro registrazione sulla APP è possibile non solo quantificarne la presenza, ma anche sapere da dove vengono. La localizzazione degli eventi può aiutarci a comprendere come siamo distribuiti sul territorio, dove non siamo presenti, dove siamo troppo pochi per gli obiettivi che ci siamo posti. Analisi di distribuzione attesteranno la nostra ripartizione territoriale e, forse, mostreranno i numeri veri dei retaker di lungo corso. Nella nostra comunicazione si potranno citare numeri più realistici e non approssimativi. Nel tempo il nostro Bilancio sociale potrà e dovrà dar conto delle nostre attività rispetto agli obiettivi che, di anno in anno, ci porremmo davanti nella interazione con i Cittadini, le Istituzioni e gli stessi volontari-retaker; Retake, in questo modo, potrà dar prova alle Aziende di essere un partner capace, efficiente, efficace, sarà dimostrabile dati alla mano. Il Bilancio Sociale ci darà modo di migliorare la comprensione e la focalizzazione della nostra mission, sia all’interno che all’esterno di Retake Roma. Di anno in anno si individuerà un target specifico al quale rivolgerci facendo interviste, somministrando questionari. Quando sarà il momento, con coraggio, ci faremo valutare dai nostri stakeholder e sapremo raccogliere anche possibili critiche in un’ottica di miglioramento continuo. Realizzeremo report che ci consentiranno di raccontarci meglio, con una visione meno imprecisa. La APP può aiutare a creare una rete che consenta una raccolta dati quantitativa e qualitativa, a fine anno potremo comunicare con più esattezza il numero dei nostri eventi, quanti volontari vi hanno preso parte, da che zone di Roma provengono e in che zone siamo stati attivi. Potremo raccontare oggettivamente la portata dei nostri eventi, il quantitativo dei rifiuti da noi raccolti distinti per tipologia, le aree verdi curate, le Scuole nelle quali siamo intervenuti, con quali altri soggetti associativi ed Istituzionali abbiamo cooperato. I volontari, più o meno vicini a Retake, che inizieranno ad usarla avranno un’interfaccia più stretto con noi e attraverso la nostra mediazione vigile, capillare e competente, potranno migliorare la loro interlocuzione sia con Retake che con le stesse Istituzioni. Un domani la APP potrà far scoprire al cittadino-volontario un modo diverso di partecipare, contribuendo alla raccolta dei dati, avrà la percezione concreta di eventi felici, si sentirà più coinvolto fattivamente, parte attiva. A noi potranno essere inviate foto di denuncia e noi potremmo veicolarle velocemente verso gli uffici preposti. Con la APP, in prospettiva, quando sarà da tempo operativa, avremo la possibilità di “chiedere un’opinione o un orientamento” su alcuni specifici temi di nostro interesse, quando di fronte abbiamo due o tre alternative e solo una può essere adottata. La APP diventerà il nostro principale canale di comunicazione, gli altri continueranno a convivere, ma è verso la APP che dobbiamo andare per aumentare il livello di aggregazione e partecipazione.

Sempre dalla APP potremmo lanciare campagne specifiche, pensiamo a titolo di esempio ad una sul vuoto a rendere.”

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gli sviluppi della APP sono vari, potrà essere adattata nel tempo per recepire le esigenze civiche che si paleseranno

“questo è possibile, certo. La APP di fatto rafforza i legami di una comunità. Mi viene da pensare a quella del Consorzio delle Cantine marchigiane che abbiamo sviluppato in Commongrounds: in quel contesto la APP serve per prenotare le visite delle cantine, prenotare i prodotti, dare valutazioni sulla loro qualità, mettere in comune le fotografie dei luoghi. La fidelizzazione dei clienti passava attraverso l’APP: certo i contenuti informativi devono essere accattivanti, aggiornati e interattivi. Per noi l’APP può diventare un rafforzato anello di congiunzione tra i bisogni/richieste degli interventi sui territori (in coerenza con la nostra mission) espressi con l’APP dai cittadini e i Municipi.  Saremo sempre più le “sentinelle della cura” sui territori.”

ridiciamo quindi le parole chiavi per intendere la portata e le principali valenze della APP

“quantificazione – funzionale al Bilancio sociale/missione – interattività e analisi qualitative di presenza sul territorio.”

come pensi sia più opportuno spingere il suo utilizzo verso i cittadini che si affacceranno ai nostri eventi?

“si potrà ricorrere a flyer esplicativi non solo su come scaricarla, ma sui suoi vantaggi, dovremo far intendere che diamo vita ad un diverso modo di collaborare tra Cittadini ed Istituzioni: poi starà al nostro impegno e alla nostra efficacia fornirla di contenuti ed informazioni accattivanti, creare i presupposti perché i Cittadini non si limitino a scaricarla, ma la utilizzino con costanza. In termini di interattività si potranno creare dei questionari per far sentire i cittadini partecipi su alcune decisioni da prendere. Una interattività che deve essere vera e non sulla carta, per cui Retake si deve attrezzare per garantirla.”

Roberto, come detto hai lavorato per realtà complesse, che impressione hai rispetto alla nostra evoluzione organizzativa?

“Retake ha un vantaggio rispetto ad altri che è dato dalla sua mission che non è più solo raccogliere spazzatura e pulire i muri dalle tag, noi portiamo avanti un discorso culturale, quello della cura dei Beni comuni di cui a Roma c’è un gran bisogno e che attraverso i “Protocolli di Intesa” innalzano il livello di partecipazione e di assunzione di responsabilità di una organizzazione come Retake, molto cresciuta negli ultimi anni.

possiamo azzardare a dire che anche attraverso la APP, stiamo facendo il giro di boa, che siamo prossimi ad un vero salto qualitativo?

“direi proprio di sì, ci stiamo spostando da una base volontaristica ed appassionata a qualcosa di più strutturato, senza perdere entusiasmo. E inoltre stiamo sempre più diversificando i nostri interventi, sono cruciali il Retake solidale e la nostra recente sottoscrizione del Contratto di Fiume, lavoreremo molto su Tevere ed Aniene”

quello che mi ha sempre colpito di Te è che, nonostante la tua formazione manageriale, non disdegni affatto l’impegno su strada, colgo in Te molta stimabile umiltà”

“a me piace stare vicino ai problemi e se serve uso le mani!”