di Arianna Cacciotti

Fonte: web
Dopo l’introduzione dello scorso episodio, ci sembra sensato andare a vedere quali sono le condizioni degli altri acquedotti presenti in città, o almeno quelli presenti nello stesso quadrante sud-est di cui fa parte Centocelle.
Il primo esempio virtuoso che viene in mente è sicuramente il Parco degli Acquedotti, facente parte del più grande e complesso Parco dell’Appia Antica. Qui passano ben sette acquedotti, compreso quello rinascimentale edificato nel 1585 da Papa Sisto V, al secolo Felice Peretti, che sfruttava le arcate del più antico acquedotto Marcio.
Questa area è più fortunata rispetto a quella di nostro interesse per il Retake Day (Viale P. Togliatti/via dei Pioppi), perchè nei secoli non è stata edificata e si è potuto costituire un vero e proprio parco, con competenze distribuite fra Comune di Roma, Parco Regionale dell’Appia Antica (Regione) e Parco Archeologico dell’Appia Antica (Stato). Tutto questo permette una tutela e valorizzazione maggiori. Anche qui sono presenti varie criticità, ma nel tempo si è provato ad appianarle, anche con l’aiuto dei volontari di Retake Roma attraverso un patto di collaborazione fra la nostra associazione e l’Ente Parco sottoscritto nel 2020.
Fra le altre aree del quadrante sud-est, ben mantenute ricordiamo il Parco di Tor Fiscale, il parco Sangalli con i resti del nostro Acquedotto Alessandrino e, infine, il tratto di via del Mandrione che è forse meno valorizzato e più vissuto dal cittadino: qui dai primi anni del dopoguerra, si sono insediate abitazioni precarie degli sfollati. Via via si è andato sempre più a delineare una sorta di nuovo quartiere con abitazioni in muratura costruite fra le arcate dell’Acquedotto insieme anche ad officine e sfasciacarrozze. Attualmente alcuni tratti sono stati riqualificati e liberati, altri no.




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